Un’esposizione interattiva per la storia dell’informatica
Festival alla Loi
Nel fine settimana di sabato 23 e domenica 24 maggio, nella rinnovata ambientazione del prestigioso Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Emanuela Loi”, in Via Emanuela Loi n. 6 a Nettuno, si è svolta la kermesse del “VCC Festival 2026”, a cura della Associazione Vintage Computer Club Italia. L’evento, che è stato patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e dalla Città di Nettuno, al motto di “Conoscere il Passato per Comprendere il Presente”, ha visto una grande e curata esposizione interattiva dei computer e delle console che hanno fatto la storia dell’informatica e dell’home computer, dagli albori alla fine del secolo appena trascorso. In qualità di soci dell’Associazione Vintage Computer Club Italia e di curatori della manifestazione, abbiamo intervistato Cristiano Morville ed Andrea Pierdomenico, i quali ci hanno raccontato che la nascita del sodalizio nazionale è avvenuta nel 2016, anno che ha registrato ben tre esposizioni simili, in scuole e licei di Roma, mentre nel 2019 è stata usata come location la “ex cartiera latina”, nel Parco della Caffarella, in località Appia Antica. In essa sono intervenuti anche ospiti di caratura internazionale degli anni ‘70, quali Allan Alcorn della Atari, Liza Loop e Lee Felsenstain.
L’Associazione VCC è ad adesione libera e volontaria; ciò significa che, in totale e positiva controtendenza alla situazione attuale, non c’è alcuna forma di tesseramento e neppure una quota associativa annuale da corrispondere. Tutti gli appassionati e gli interessati possono quindi contribuire volontariamente alla vita associativa dell’Associazione; anche i non possessori di computer e macchine del genere che stiamo per descrivere. Attualmente il Presidente è di Roma e per una questione puramente logistica ci sono espositori che arrivano prevalentemente dalla Capitale e dai suoi dintorni; ma ce ne sono molti altri che sono giunti all’Istituto Tecnico Emanuela Loi da tutta Italia ed anche dall’estero, come ad esempio dalla Svizzera.
L’Associazione nasce come iniziativa ideata dal Presidente Nazionale Paolo Cognetti, per raccogliere le piccole e grandi realtà che già si occupavano di retro-computing e di retro-gaming. Lo scopo associativo è la preservazione e la divulgazione della storia dell’informatica globale. Oltre alle varie macchine più note al grande pubblico degli “addetti ai lavori”, ci sono varie e preziose rarità, provenienti dal Museo di Prato. C’è inoltre un esemplare di Olivetti P101, il primo calcolatore italiano, l’Altair e l’Imsa provenienti dagli Stati Uniti. Ci sono circa 45 tavoli, con oltre 100 postazioni interattive, grazie alle quali si possono conoscere ed apprezzare tutte le principali funzionalità di questi oggetti, così particolari e vintage.
Da notare che le prime di queste macchine avevano esclusivamente applicazioni aziendali e scientifiche, calcolo ed archiviazione dei relativi dati; grafica e sonoro erano praticamente inesistenti. Solo in seguito, a dette funzioni, si sono affiancate le applicazioni video e grafiche, delle quali hanno usufruito i primi videogiochi mai sviluppati. Nel corso della due giorni, presso la rinnovata Aula Magna dell’Istituto Tecnico Loi si sono svolte ben quattro differenti conferenze, tutte aventi come tematica centrale la storia recente dello sviluppo tecnologico informatico e le relative problematiche sociali, economiche, giuridiche, morali sorte dallo stesso, nel corso delle decadi passate e sino all’impellente sviluppo della cosiddetta Intelligenza Artificiale: molto interessanti quelle tenute a battesimo da Carlo Santagostino (riguardo la breve storia dell’informatica), Stefania Calcagno (relativa alla sicurezza informatica) e Corrado Giustozzi (l’eredità della filosofia hippy nel ramo informatico).
Ma come mai, tra la miriade di plessi scolastici locali e non, l’Associazione VCC Italia ha scelto proprio quello dell’Emanuela Loi di Nettuno? I due curatori Cristiano Morville ed Andrea Pierdomenicoci hanno risposto che, originariamente e per l’edizione attuale, avevano individuato una altra scuola che non si prestava bene allo scopo. Quindi l’Assessore Roberto Imperato ha proposto loro l’I.T.E.T. Emanuela Loi ed il Dirigente Scolastico Dott. Gennaro Bosso è stato meravigliosamente disponibile nei loro confronti: tutti, tanto i soci quanto i numerosissimi visitatori intervenuti sabato 23 e domenica 24 maggio, dalle ore 10 alle ore 19 circa, sono rimasti piacevolmente colpiti da questa bellissima scuola e lo ringraziano sentitamente per l’impegno profuso nell’organizzazione. Arrivederci alla prossima edizione!
“Super”
Mariodonato Lombardini
Importante appuntamento annuale delle ex alunne dell’Istituto Maestre Pie Filippini
Le ragazze del ‘67
Voglia di stare insieme ancora una volta, di gustare una pietanza saporita in allegria, di ricordare tante ore ‘felici’ trascorse a scuola, precisamente all’Istituto delle Maestre Pie Filippini di Nettuno, in Via Giacomo Matteotti, di rammentare le interrogazioni, gli esami del Diploma, i professori (purtroppo molti di loro non ci sono più).
Sono trascorsi quasi sessanta anni da quando ci diplomammo, eppure sembra che il tempo sia passato in un baleno ed eccoci ancora a rincontrarci felici presso la Fontana del Dio Nettuno in Piazza Mazzini sabato 30 maggio, una giornata estiva, non afosa, perché mitigata da refoli di vento.
Durante il pranzo la cara compagna Gabriella Coreandoli, che come ogni anno, organizza l’evento, è stata omaggiata da una splendida pianta che le ricorderà quanto le vogliamo bene, quanto le siamo grate di rinnovare ogni anno la bella abitudine di un pranzo insieme.
Rita Cerasani, sua ex compagna di banco, le ha dedicato una cantata esprimendo tutta la nostra gratitudine anche perché Gabriella, ogni volta, ‘rinfresca’, con foto e didascalie, i pranzi degli scorsi anni.
Questo anno 2026 si sono rincontrate: le già citate Gabriella Coreandoli e Rita Cerasani, poi Patrizia Fiorentini, Costanza Ambrosini, Bruna Cardella, Letizia Lepore, Giusy Palma, Laura Monaco, Nucci Capogrossi, Betty Mangili, Rosanna Lojacono, Rita Leli, Sandra Macciocchi.
Con un bacio, un abbraccio ed un arrivederci al prossimo anno, sempre ‘in forma’ e più numerose, si è concluso l’incontro conviviale delle “ragazze del ‘67”.
Rita Cerasani
I Poeti Estinti per gli 80 della Repubblica
Il 3 giugno scorso, in una Sala consiliare addobbata da enormi fiori tricolori, il gruppo dei ‘Poeti Estinti’, una realtà ormai consolidata nel territorio, ha declamato opere originali inneggianti alla democrazia, alla libertà, alla nascita della Repubblica italiana. Alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale Dott. Roberto Alicandri, sono stati presentati magnificamente dal Presidente del gruppo, Maurizio Stasi. Si sono rivissuti attimi di commozione attraverso i racconti, le poesie, i dialoghi dei ‘Poeti Estinti’ che hanno ricordato il 2 giugno di ottanta anni fa, quando anche le donne poterono (per la prima volta) andare a votare, determinando così con la loro scelta la nascita della Repubblica italiana.
L’evento, intitolato: ‘Il Seme della Democrazia’ è stato inserito nella settimana delle manifestazioni per la festa della Repubblica, volute dall’Amministrazione. Terminata la seconda guerra mondiale, l’Italia era in rovina, ma nei nostri padri, nei nostri nonni ferveva la voglia di ricominciare, si sperava in un mondo nuovo, senza discriminazioni di qualsiasi genere, in piena libertà. Ha iniziato, declamando i suoi versi in vernacolo, il M° Giacomo Antognarelli che ha affrontato un tema di grande attualità con ‘Ripensamenti e rimorsi’ (riflessioni sulle guerre); Francesco Felicissimo in un dialogo con Maurizio Stasi ha affrontato il dilemma di due elettori nel votare monarchia o repubblica; Mariagrazia Scordino ha letto una sua bella poesia sul voto delle donne ‘2 Giugno 1946’; Lucia Catacci con ‘Io non tremo’ ha dato un saggio del tormento di alcuni italiani quando si conobbero i risultati del referendum; al bar si affrontavano le stesse tematiche e lo hanno fatto in un dialogo Paola Leoncini e Danila Marzia Venezia; Paola Zucco, in romanesco, ha declamato la sua poesia ‘2 Giugno 1946’ dedicata alla monarchia dei Savoia; Rossana Venturelli con ‘Ove andare’ ha ribadito la voglia di libertà; Cristiana Temperilli con ‘Mai più solo spettatrice’ (letta da Lucia Catacci) ha ricordato l’entusiasmo della madre nel poter finalmente votare per un futuro migliore; Rita Cerasani con ’25 aprile… 81 anni fa’ ha poeticamente fatto rivivere il giorno della Liberazione a Roma ed in ogni paese e città; ‘Cara Repubblica’ è stata l’accorata lettera che ha dedicato alla nostra Italia Danila Marzia Venezia; con un altro dialogo ‘2 Giugno’, ricco di riflessioni Maria Vittoria Catapano e Gaetano Mele si sono immedesimati in un nonno e la sua nipotina; infine Maria Grazia Vasta ha menzionato in modo struggente la scelta operata dal padre in ‘Un ricordo di mio padre’.
Al termine, il commento di Maurizio Stasi: “Forse dopo 80 anni abbiamo dimenticato l’importanza della libertà, proprio perché la libertà ce l’abbiamo e, come tutte le cose, ne comprendiamo il valore solo quando non l’abbiamo più”.
Tanti applausi ai ‘Poeti Estinti’ per cui l’evento andrebbe, secondo il nostro parere, replicato presso gli Istituti scolastici, affinché i nostri giovani possano comprendere approfonditamente il ‘Seme della Libertà’.
Rita Cerasani