In cammino verso la vita
Se tu fossi il padre o la madre di una delle oltre cento bambine uccise dal bombardamento illegale contro la scuola elementare Shajarah Tayyebeh, nella città iraniana di Minab (28/02/2026), non è forse vero che staresti ancora piangendo? Quanti morti nel mondo! La morte ci sovrasta, ci scoraggia, ci svuota. L’angoscia del «nulla». L’idea antica e corrente è che “veniamo dal nulla e andiamo verso il nulla”. E ciò genera angoscia, anche se, a ben vedere, si tratta di una menzogna. Ben raccontata e ripetuta; ma pur sempre una menzogna.
«Il mio amico si è addormentato»: così Gesù informa i discepoli della morte di Lazzaro. La Bibbia ebraica presenta la morte come punizione. Nell’Eden l’essere umano ha tutto a propria disposizione. Solo non deve mangiare del frutto dell’albero della «conoscenza del bene e del male»; tale espressione semitica significa la (im-)possibilità per l’uomo di rendersi autonomo e indipendente da Dio. Invece è proprio questa la strada che l’uomo prende. E trova la morte.
Il Vangelo di Gesù addolcisce la realtà della morte con l’immagine del sonno. L’amico Lazzaro si è «addormentato». Dopo la faticosa «giornata» della vita ci si addormenta. Ci si riposa. Fra la Bibbia ebraica e il Vangelo c’è quindi un cambiamento di prospettiva profondo corroborato da due pensieri, che mutano in modo radicale non solo la prospettiva ma la realtà stessa della morte.
(1) Parlando ai filosofi epicurei di Atene, Paolo apostolo dice che tutti abbiamo «in Dio la nostra vita, la nostra vitalità e il nostro essere». Se dunque l’essere della persona umana è «in Dio», tale essere non può estinguersi, proprio come Dio è e non può cessare di essere. Paolo conclude con un forte appello al ravvedimento e al credere nel Risorto, che sarà pure il giudice di tutti.
(2) Gesù sostiene una famosa discussione coi sadducei, che non credevano alla risurrezione (oggi sarebbero la schiacciante maggioranza di questa società “cristiana”). A una loro domanda Gesù risponde: «Voi errate, in quanto non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio… Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto ciò che vi fu detto da Dio: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Egli non è il Dio dei morti, ma dei viventi; tutti infatti vivono per mezzo suo». Se tutti vivono in Dio, anche coloro di cui noi parliamo come “morti” vivono in Dio. C’è una vita «in Dio», che amplifica incommensurabilmente quella che noi chiamiamo “vita”, e che riteniamo l’unica possibile.
Il Vangelo attesta dunque che la morte è sommersa dalla vita che è «in Dio». Detto altrimenti, la morte è stata assorbita nella vittoria grazie alla risurrezione di Cristo Gesù. Il Vangelo collega fortemente morte e risurrezione: «Ignorate forse che quanti siamo stati immersi (battezzati) in Cristo Gesù, siamo stati immersi (battezzati) nella sua morte? Noi siamo stati dunque sepolti con lui, per mezzo della immersione (battesimo), affinché come il Cristo fu risuscitato da morte per la gloria del Padre, così anche noi potessimo camminare in novità di vita. Poiché quanti siamo stati uniti a lui per una morte simile alla sua, lo saremo pure per una risurrezione simile alla sua». Occorre accostarsi a Cristo Gesù, accogliere umilmente il suo invito al ravvedimento, alla conversione, perché egli è il solo che ha lasciato una tomba vuota nel vasto cimitero del mondo. Se il grande filosofo Emanuele Severino ha potuto sostenere che la morte “non esiste” poiché noi siamo “eterni”, quanto più il credente può dire che noi veniamo da Dio e andiamo verso Dio, «Padre di tutti, il quale è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti e vive in tutti». (Comunità di Cristo in Pomezia – cnt2000@alice.it – C.: 339 577 3986).
Importante appuntamento il prossimo 21 giugno per la comunità di Anzio
Confraternita di Sant’Antonio
Il prossimo 21 giugno 2026, la comunità di Anzio si preparerà a vivere un momento di profonda fede, tradizione e comunione spirituale. Nella splendida cornice della Parrocchia Santi Pio e Antonio, guidata dall’Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali, si rinnoverà un appuntamento centrale per la vita religiosa del territorio: la celebrazione solenne in occasione del “Mese Antoniano”, durante la quale si terrà il rito del tesseramento e della vestizione dei nuovi membri della Confraternita di Sant’Antonio di Padova.
L’appuntamento è fissato per le ore 19:00 all’interno della chiesa parrocchiale di Via Aldobrandini. Sarà un’occasione speciale che vedrà i fedeli stringersi attorno ai nuovi confratelli, pronti a fare il loro ingresso ufficiale in una realtà storica e viva.
La vestizione, in particolare, rappresenta un momento di grande suggestione visiva ed emotiva: l’atto di indossare l’abito tradizionale, caratterizzato dalla mozzetta rossa sul camice bianco, non è una semplice formalità, ma il simbolo di un impegno concreto a camminare sulle orme di Sant’Antonio, promuovendo valori di carità, servizio e testimonianza cristiana all’interno della società.
La cittadinanza e i devoti sono invitati a partecipare a questa liturgia che unisce la solennità della tradizione al calore di una comunità che cresce.
Premiati i bimbi della Collodi
Nella mattinata dell’8 Giugno il Sindaco di Nettuno Nicola Burrini e l’assessore Roberto Imperato hanno premiato, in sala consiliare, due prime classi della Scuola Primaria Rodari - I.C. Nettuno 1, e una classe della scuola dell’Infanzia Collodi, per il lavoro svolto in occasione del concorso “C’era una volta… 200 anni di Collodi”. Pur non essendo rientrati tra i vincitori del concorso, infatti, gli studenti di Nettuno hanno portato avanti un percorso importante ed un’esperienza educativa di grande valore, che ha meritato di essere ricordata e celebrata. Il progetto è nato dal desiderio di far conoscere ai bambini il Pinocchio originale di Carlo Collodi, andando oltre la versione cinematografica più nota.
Particolare attenzione è stata dedicata all’inclusione perché nelle classi coinvolte sono presenti due alunni con disabilità, di cui uno non verbale.
Per questo motivo è stata introdotto la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), traducendo parte dei contenuti affinché tutti i bambini potessero partecipare attivamente al percorso e sentirsi protagonisti. Il riconoscimento che il Comune ha voluto attribuire ai bambini va oltre la semplice partecipazione ad un concorso e premia l’impegno, la creatività, la lettura condivisa, il lavoro di squadra e soprattutto l’idea che la cultura possa essere realmente accessibile a tutti.
Ufficio stampa
Comune di Nettuno
Nuovo anfiteatro
Saranno terminati a breve i lavori di ristrutturazione e illuminazione dell’anfiteatro comunale del Parco Palatucci, in prossimità del quale l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Nicola Burrini ha fatto realizzare un bocciodromo all’aperto con due piste. L’intervento eseguito riguarda il completo rifacimento delle gradonate, il miglioramento dell’accessibilità e la realizzazione di nuovi impianti di illuminazione scenica e funzionale che permetteranno l’utilizzo dell’area anche durante la sera, con l’organizzazione di eventi culturali e musicali. La realizzazione del nuovo bocciodromo all’aperto, completo di sottofondi, pavimentazione sportiva, illuminazione, recinzione perimetrale e opere accessorie, ha l’obiettivo di ampliare l’offerta sportiva e ricreativa del parco.
“La completa riqualificazione del Parco Palatucci è una priorità di questa Amministrazione - ha detto il Sindaco Nicola Burrini - vogliamo un Parco bello, pulito in cui famiglie e ragazzi possono passeggiare, fare sport e passare il tempo in sicurezza. Abbiamo già realizzato il campo da basket e per quest’area abbiamo anche tanti altri progetti che speriamo di realizzare in tempi ragionevoli”.
“Questa riqualificazione - ha detto l’assessore ai lavori pubblici Luigi Iannone - mette a disposizione dei cittadini nuovi e bellissimi spazi e vuole allontanare chi occupa spazi di degrado, siamo al lavoro con grande impegno per migliorare decoro e sicurezza”. Nettuno rinasce.
Ufficio stampa
Comune di Nettuno