SIMPOSIO
Giuliana Bellorini
Coordinatrice corrispondente
del salotto sede del Simposio
UN PENSIERO PER L’ESTATE
Ove regna la gentilezza nasce spontanea la fiducia, terreno per il dialogo e incoraggiamento per la generosità d’animo.
Il Concerto di domenica 31 maggio, organizzato da Giovanni Vallone insieme al Gruppo Corale “Vox Animae” di Nettuno, è stato un grande regalo, per salutarci prima della pausa estiva, con le belle melodie tratte dai film più conosciuti (vedi Il Litorale precedente). Tutto questo reso possibile nello spazio del piccolo convento che le care Suore agostiniane, da molto tempo, rendono ospitale accogliendoci con grande gentilezza. Altri amici, pure quelli che non sono mai nominati, assicurano la loro spontanea e sollecita presenza perché ad ogni appuntamento tutto possa funzionare al meglio. Così è nato il Simposio: comunione d’intenti, generosità, collaborazione e disponibilità.
Giuliana
Ad una certa età è inevitabile viaggiare con un po’ d’apprensione: c’è l’orario da controllare, il treno da non sbagliare, la valigia ingombrante e pesante (di doni portati e ricevuti). Nella mia piccola esperienza personale ho sempre incontrato la gentilezza: atti spontanei di chi, senza chiederlo, mi aiutava con indicazioni premurose o pesi da sorreggere. “Ci sono ancora persone gentili!” commenta quasi con stupore una signora che attendeva di scendere dal treno insieme a me. È vero “ma la gentilezza non fa audience” rispondo. Il clamore mediatico è generalmente rivolto a chi non conosce l’educazione e ai violenti, lasciando inosservati i gesti di generosa accoglienza (che, certo, dovrebbero essere la norma ma diventano eccezione - meravigliosa - in un mondo sempre più votato alla corsa e all’individualismo). Forse aver istituito la Giornata mondiale della gentilezza è un segnale di presa di coscienza o un atto di osservazione sul cammino della società... sta a noi rendere abitudini i comportamenti virtuosi, partendo proprio dai piccolissimi gesti quotidiani che possono rendere migliore ognuno di noi, se solo usassimo la gentilezza come atto di pura gratuità e gioia.
g.b.
«Il sito rappresenta la Rete Nazionale degli Assessori alla Gentilezza, un’iniziativa che coordina amministrazioni locali italiane per promuovere il benessere sociale e prevenire il bullismo. [...]» (Ass. Culturale Cor et Amor).
Una possibile scuola gentile
«Ho consultato il sito del progetto “Costruiamo gentilezza” ed è veramente interessante.
Lo spunto di riflessione che mi hai dato è stata una buona occasione per riprendere la Vita nuova di Dante e la Ginestra di Leopardi. La rilettura di questi Autori è generatrice di scoperte sempre nuove.
A scuola, con i bambini, abbiamo cantato l’Inno della Gentilezza: parole dolci con cui accompagnare l’inizio della lezione.
Mi è piaciuto anche ascoltare l’intervento di Alessandro D’Avenia al Festival della Gentilezza, in particolare le considerazioni riguardo a una possibile scuola gentile»
https://www.profduepuntozero.it/2024/11/19/ultimo-banco-220-il-mondo-lo-salva-la-gentilezza/
GENTILEZZA
È tempo di gentilezza:
diamo vita a un mondo nuovo!
Non maschera indossata per sedurre,
ma generoso modo di essere,
con cuore nobile e spirito aperto.
Nel deserto dell’esistenza,
meravigliosa comunanza.
Eroica fedeltà a se stessi
in favore degli altri.
Armonia di legami
tra elementi del cosmo.
Bellezza di cose e anime
in relazione tra loro.
Alice Negro
ANCHE AL MIO PAESE
Quando appresi che anche il mio paese aveva aderito al progetto “Costruiamo Gentilezza” la gioia scaldò immediatamente il mio cuore. Avevo letto su alcuni libri sul tema e avevo compreso che la gentilezza è la catena forte che tiene uniti gli uomini.
La gentilezza ci appartiene da sempre ma cresce solo se la nutriamo, è la qualità in assoluto che ci rende umani e che crea società solidali. Ha la capacità di creare connessioni e benessere non solo in chi la riceve ma anche in chi la dona e riesce a migliorare la salute fisica e mentale di ognuno di noi. Iniziando ad applicarla nei piccoli gesti di ogni giorno ho avuto modo di conoscere persone speciali, regalando un saluto inaspettato e un sorriso sincero ho allargato la mia cerchia di amici e reso migliore la mia vita.
Vi consiglio di non sminuire il grande valore di questo atteggiamento benevolo che tutto può, ma di aiutarmi a investire più energia possibile in questo importante progetto. Solo così, insieme, riusciremo a realizzare questo meraviglioso sogno.
Roberta Corà
Dopo il 21 giugno il sole comincerà di nuovo a tramontare un po’ per giorno. Approfittiamo di queste lunghe calde e luminose giornate che ci rendono un po’ oziosi per divertirci insieme ai bambini a liberare tutta la nostra fantasia. Forse ci aiuterà, finita l’estate a riprendere le nostre attività quotidiane con più allegria.
PERCORSO di Riflessioni Sospese con Fabrizia
NOI CITTADINI DEL MONDO
Educazione alla cittadinanza
Una grande occasione per crescere
GIANNI RODARI
pedagogista, giornalista e poeta italiano
“UN BINOMIO FANTASTICO”
Gianni Rodari (Omegna, 1920 - Roma 1980) è tato uno dei più importanti scrittori italiani per l’infanzia, lo ricordiamo per aver teorizzato l’arte di inventare storie.
Tra i suoi lavori pedagogici c’è la Grammatica della Fantasia (1973) un saggio in cui esplora le tecniche creative, spiega come nasce la fantasia e come tutti possano imparare a creare racconti. Il libro raccoglie idee, tecniche e giochi linguistici per stimolare la creatività. Tra le tecniche citate da Rodari troviamo “Il binomio fantastico” l’idea consiste nell’ accostare due parole molto diverse e senza legame logico (es. gatto e quadro) per inventare storie che le uniscano. Questo concetto permette di sviluppare la creatività a partire dall’incontro inatteso e imprevedibile tra parole o elementi diversi: più le parole sono lontane e più la mente è stimolata a creare collegamenti inusitati.
“Il binomio fantastico” costringe ad uscire dai “binari dell’abitudine” e diventa uno strumento per spezzare gli automatismi del linguaggio e attivare processi creativi autentici.
Da dove nasce la rottura degli automatismi?
La rottura nasce dalla richiesta di trovare un nesso narrativo tra due parole senza legame logico tra loro.
Questo esercizio crea nella mente del bambino una situazione “problematica”. Scegliendo due parole casuali ad esempio “cane e armadio” si invita il bambino a non scegliere percorsi narrativi prevedibili o già tracciati. Questo percorso richiede una soluzione narrativa che metta in moto l’immaginazione, spingendo il pensiero a costruire connessioni nuove e originali. Ognuno può inventare la sua ipotesi di racconto che unisce un “cane e un armadio”; questa possibilità incoraggia la libertà espressiva, mostrando che esistono molte possibilità creative e non una sola corretta.
In questo senso, Rodari si fa portavoce di una visione democratica della fantasia accessibile a tutti.
Maestro della Fantasia
Nelle sue storie raccontava in maniera spesso ironica oggetti che prendevano vita, insegnando con leggerezza e divertimento anche valori importanti come l’amicizia, la pace, il rispetto. Amava dare voce alle cose, nelle sue storie gli oggetti non sono mai semplici oggetti ma diventano protagonisti che parlano, pensano e vivono avventure straordinarie.
“La voce delle cose” è una poesia nella quale Rodari immagina che gli oggetti quotidiani abbiano una voce e possano parlare con noi, le cose come una sedia, un tavolo e altri oggetti comuni raccontano le loro storie, il loro uso e il rapporto con le persone; ogni oggetto è legato alla vita delle persone e conserva memoria nelle loro azioni.
La voce delle cose
Dimmi:
La voce della pioggia
che dice alla terra?
“Coraggio, vengo io
a dissetare i fiori”
La voce del sole
Che dice ai prati?
“Svegliatevi, colori,
è mattina”.
La voce del vento
che dice ai pini?
“Vi porto notizie
da paesi lontani”.
«Le cose parlano non con parole, ma con piccoli segreti» È un modo poetico di G. Rodari per dire che la fantasia non inventa nulla, ma trasforma ciò che già esiste e nasce proprio dal guardare le cose comuni con occhi nuovi, è un invito ad osservare la realtà con curiosità, gli oggetti comuni non sono mai banali; hanno storie nascoste, significati simbolici e stimolano l’immaginazione. Gli oggetti possono diventare custodia di emozioni e momenti vissuti: una tazza può ricordare una colazione felice, una sedia può ricordare: “qui qualcuno si è seduto felice”, un giocattolo può parlare di risate, divertimento, giornate spensierate.
Il messaggio principale è che ogni oggetto porta con sé una storia invisibile, e che la memoria vive anche nelle piccole storie.
La sua scrittura è caratterizzata da filastrocche, giochi di parole e racconti che uniscono creatività e impegno sociale guardando al mondo con gli occhi dei bambini. Attraverso il gioco, l’invenzione, la creatività, Rodari insegna ai bambini che il mondo è pieno di possibilità, basta sapere immaginare ed ogni cosa può essere fonte di storie e di idee.
Riconoscimenti e Libri:
1970 Premio “Hans Christian Andersen”, uno dei riconoscimenti più importanti per la letteratura per l’infanzia.
Le caratteristiche delle storie:
Sono molto brevi ma piene di fantasia - Hanno situazioni strane e divertenti - Spesso fanno riflettere con leggerezza - Usano giochi di parole e idee creative - Trasmettono valori come la libertà e la giustizia
I libri più famosi: Favole al telefono (1962) - Il libro degli errori (1964) - La freccia azzurra (1964) - La torta in cielo (1966) - Il pianeta degli alberi di Natale (1962) - C’era due volte il barone Lamberto (1978) - Le avventure di cipollino (1951)
Opere sulla Fantasia e sulla Scrittura: Grammatica della Fantasia (1973)
Filastrocche e Poesie: Filastrocche in cielo e in terra (1960) - Il libro delle filastrocche (1951)