Lo chiedono diverse associazioni che si sono riunite
Centro Sociale
Dopo l’incontro “Per un centro sociale: non è utopia”, tenutosi lo scorso 30 maggio presso la libreria Odradek gli organizzatori hanno inviato il seguente comunicato:
“L’evento, promosso dal Collettivo LaBBarricata e dall’Unione degli Studenti di Pomezia, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del panorama sociale e politico locale e romano. Al tavolo dei relatori si sono alternati Francesca Gatto ed Evangelos Voutos (circolo ARCI “Alessandro Casponi”), Elena Mazzoni (reti dei movimenti sociali a Roma), il professor Francesco Alvaro e Manuel D’Avino (Comitato Cittadino Popolare di Pomezia). Hanno risposto all’invito, presenziando con una propria delegazione, anche diverse forze politiche e sociali del territorio, tra cui il Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, le sezioni ANPI di Pomezia e Ardea e REact ODV. Il dibattito ha permesso di approfondire nel dettaglio il valore della presenza di un centro sociale sul territorio. Non si tratta solo di un servizio essenziale per la cittadinanza, ma di uno spazio fondamentale per la coltivazione della controcultura, del contropotere e per lo sviluppo di un polo di economia alternativa nella città. Il Collettivo LaBBarricata e l’Unione degli Studenti di Pomezia esprimono profonda gratitudine verso la cittadinanza che ha partecipato e che sostiene la causa: una mobilitazione che, grazie a una campagna attiva da mesi mandata avanti dal comitato cittadino popolare di Pomezia sul territorio, ha permesso di raccogliere fino ad ora oltre 600 firme totali. Forti di questo sostegno diffuso, i promotori lanciano una serie di interrogativi stringenti all’attuale amministrazione comunale: “Per quanto ancora continuerete con la vostra prepotenza? Per quanto ancora ignorerete non solo i giovani, ma tutti i cittadini e le cittadine che vogliono solamente, e genuinamente, creare un polo di cultura sul territorio? Perché fare propaganda nelle scuole e sui giornali su progetti poco chiari come il TeenExperience, distanti dalle realtà sociali che esprimono bisogni reali, e di cui si continua a non sapere nulla nonostante i ripetuti tentativi di chiarimento da parte dei consiglieri comunali?”.
Le amministrazioni del nostro Comune si sono giustamente impegnate a creare centri di aggregazione per gli anziani, ignorando però di realizzare spazi anche per i giovani. In passato ho scritto su questo problema, segnalando come esempio da seguire Bologna e più in generale l’Emilia Romagna, in cui è attiva una rete di centri sociali dove si fa aggregazione, politica e cultura dal basso. Sono spazi autogestiti, aperti a tutti in cui si organizzano concerti, cineforum, presentazioni di libri, palestre popolari e mense a prezzi accessibili. Quindi sicuramente una iniziativa da condividere.
A.S.
Dopo 32 anni di direttore ed organista del coro Cav Antonio Amato
Alemanno lascia il coro
In un comunicato Nicola Alemanno ha scritto di lasciare la direzione del coro “Cav Antonio Amato”.
Ma ecco la sua lettera: “Dopo 32 anni di direttore ed organista lascio la direzione del mio coro Cav. Antonio Amato, ringrazio tutti coloro che hanno fatto parte in questi anni della mia corale, mi avete regalato emozioni forti, concerti, messe, matrimoni e quant’altro. La vita è questa si cambia, ringrazio Don Pierpaolo e Padre Alessandro che hanno capito il motivo dettato dalla mia scelta!
Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato ai nostri concerti e ringrazio soprattutto i miei coristi immensi, attenti, e vogliosi di fare che mi ha reso orgoglioso del cammino fatto insieme a loro! Vado via con la consapevolezza di aver dato tutto ed anche di più di quello che potevo dare cercando di regalare emozioni e buona musica corale! Grazie infinite anche alle comunità parrocchiali delle “chiese” San Giacomo Maggiore ai 5 Poderi ed alla cappella Madonna di Loreto dell’aeroporto di Pratica di Mare che in questi anni mi hanno supportato e di avermi, insieme ai miei coristi, fatto sentire come in una grande famiglia! Buona musica a tutti”.
T.S.
Riqualificazione di piazza Brodolini
Francesco Di Ruocco, responsabile legale dell’Associazione CdQ Nuova Lavinium ODV, segnala formalmente alla sindaca Veronica Felici, all’assessore Giulio Francioni e ai dirigenti di Lavori Pubblici, Manutenzione Urbana e Ambiente lo stato di degrado di Piazza Brodolini e, in particolare, della fontana che la caratterizzava una volta per i colori vividi e lo zampillio d’acqua. Secondo l’odierno scenario descritto, l’impianto di illuminazione della piazza è guasto da tempo e l’area resta al buio; la fontana è priva d’acqua e si sta coprendo di calcare; le aiuole e l’erba risultano incolte, contribuendo a una percezione generale di abbandono.
V.P.