Una legge sbagliata che deve essere drasticamente modificata
Un reddito iniquo
Ennesimo schiaffo al Movimento 5 Stelle che continua a difendere l’unica logoratissima bandierina che segna il suo passaggio nella vita politica di questo Paese: decine di migliaia di persone denunciate per truffa nei confronti dello Stato attraverso il reddito di cittadinanza. Benestanti con auto di lusso, delinquenti, cittadini residenti all’estero, immigrati illegali, interi gruppi familiari e qualche migliaio di rumeni che in Italia non hanno nemmeno messo piede percepivano un reddito concepito male ed applicato peggio. Delle tante enunciazioni e punti irrinunciabili, tutti puntualmente rinunciati, del programma politico del Movimento 5 stelle, quello con cui il battaglione di deputati in Parlamento intendeva eliminare la povertà nel nostro Paese, si sta rivelando un’altra soluzione iniqua e deleteria.
Secondo gli intenti degli strateghi del provvedimento, il reddito di cittadinanza aveva lo scopo di assistere economicamente le persone in difficoltà nel loro percorso di inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro. Se questo era lo scopo la legge si è rivelata un vero disastro. Gli unici per cui la legge ha fatto miracoli sembrano essere chi l’ha concepita, Pasquale Tridico, promosso a Presidente dell’INPS con stipendio triplicato, il Presidente, ormai rimosso, italo americano dell’ANPAL Mimmo Parisi che si è dilettato a dirigere l’agenzia dagli Stati Uniti facendo gravare sullo Stato spese stratosferiche per trasferte ed una truppa sgangherata di “navigatori” che nella quasi totalità hanno rimediato uno stipendio facendo letteralmente niente. Meglio chiarire subito un concetto: ogni nazione occidentale a economia avanzata dispone di qualche forma di aiuto agli indigenti, un tipo di aiuto che ha come scopo quello di alleviarne la condizione con un’elargizione economica. Ma allora si concepisca, come già fatto in passato, un provvedimento dedicato agli indigenti e si controlli in modo irreprensibile che esso dia benefici esclusivamente a chi è indigente sul serio.
L’anomalia della legge del Reddito di Cittadinanza parte dal suo stesso nome che non ha senso o significato alcuno ma che assume una forma aberrante se si analizza in contesto in cui fu concepita ed in cui continua ad esprimersi. L’Italia in cui la legge viene varata è in piena crisi economica con tassi di disoccupazione, specialmente giovanile, altissimi; un’Italia in cui la piccola e media industria e l’artigianato sono sotto pressione e costretti alla chiusura ed alla delocalizzazione a causa di mancanza di credito e di liquidità.
Che questa fosse la condizione economica italiana nessuno può metterlo in dubbio; ma allora a che serve dare un reddito a chi è in cerca di un lavoro prevedendo anche la possibilità del beneficiario di rifiutarne l’offerta per tre volte, se di lavoro non c ‘è nemmeno l’ombra? Perchè affannarsi per mettere la bandierina su un provvedimento quando la struttura stessa che dovrebbe implementarlo, l’agenzia per l’avviamento al lavoro, è del tutto inadatta ed impreparata ad operare? In che direzione devono navigare i navigatori se non hanno ne timone ne porto di approdo? Se il lavoro non c’è e che il lavoro non ci fosse lo sapevano Di Maio e la sua cricca, perchè incentivare la sua ricerca invece di potenziare chi il lavoro lo produce? Perchè, pur di mostrare coerenza per una vecchia idea di Beppe Grillo, si è voluto dare vita ad una legge che non produce lavoro, anzi nel disincentiva una parte, premia di fatto per non produrre e, dulcis in fundo, viene utilizzata per circa un terzo da persone che non ne hanno il diritto? Sono all’ordine del giorno elenchi di persone carcerati, defunti, lavoratori in nero, stranieri ecc....che percepiscono un reddito che era stato pensato per accompagnare l’indigente all’impiego e che ha fallito in pieno per quanto riguarda questo aspetto che era strato contrabbandato come politica attiva del lavoro. Su 3,7 milioni di percettori, l’INPS comunica, solo 1,3 milioni si è registrato per cercare un lavoro , 2,4 milioni non hanno nemmeno creduto opportuno cercare un impiego ed il numero di coloro che lo hanno trovato è irrisorio.
Naturalmente la Campania è in testa per numero di percettori (255.000) piu del doppio del Lazio (117.000), tre volte la Lombardia (86.000) e quasi dieci volte il Veneto (26.000). Quest’anno, con la legge a pieno regime, si è completato il quadro disastroso delle sue conseguenze sulla nostra economia mentre cercava di esprimere ogni tentativo di ripresa dopo e durante la mazzata del Covid 19. Molte delle attività stagionali, sia in campo agricolo sia in campo turistico, hanno subito una forte penuria di mano d’opera dovuta al fatto che molti percettori di reddito di cittadinanza hanno preferito restarsene seduti al divano piuttosto che accettare lavori stagionali che avrebbero fatto perdere loro il diritto al sussidio statale. Altri e molti affermano si tratti della maggioranza, sono andati oltre: hanno continuato a percepire il reddito ed hanno accettato solo lavoro in nero, concretizzando un danno sociale, economico ed erariale. Ora la domanda che le persone dotate di qualche neurone si pongono è: perchè una legge del genere non viene cancellata ed in sua vece non si pone in atto una norma di solidarietà sociale che aiuti gli indigenti e che incentivi le imprese a dare un impiego a coloro che sono in quella categoria ma che possono uscirne col lavoro? La domanda è retorica.
Il Movimento 5 Stelle non potrebbe ammettere il fallimento della sua legge bandiera che gli mantiene in vita il consenso di milioni di beneficiati ed allora fa barricate e minaccia crisi politiche. La illogicità di questa norma, però, è troppo evidente ed il suo aspetto incontrollatamente assistenzialistico sta sempre più mostrando le ragioni della sua insostenibilità. Sul piano etico definire il reddito di cittadinanza una specie di legalizzazione del voto di scambio, non sembra affatto un’affermazione azzardata.
Il Presidente Draghi ha difeso gli aspetti assistenziali della legge ed ha preferito, per opportunità politica, non inveire sulla componente piu numerosa della sua compagine governativa ma la norma va cambiata e che essa debba essere cambiata lo chiedono la statistica e spesso la cronaca e, se non avverrà in modo soffice in questo Parlamento, avverrà in modo drastico nel prossimo dove il Movimento di Grillo occuperà gli scranni dell’opposizione in cui potrà finalmente dare il meglio di se, sognando scatole di sardine che furono e dopo l’incapacità a governare.
Sergio Franchi