SIMPOSIO
STARE INSIEME
La situazione Covid non sta, come sperato, migliorando. Cautela e conseguenti restrizioni saranno necessarie anche in questo inverno.
Per non sentirci frustrati, la miglior soluzione è riuscire ad adattarci. Con buona volontà e un pizzico di fantasia continueremo le nostre attività e, anche a distanza, cercheremo di stare uniti. Alcuni amici del Simposio ci stanno già provando, altri sono al lavoro. Fra poco, una nuova piattaforma tutta nostra diventerà un futuro laboratorio di scambi reciproci e anche il nuovo canale Instagram ci terrà costantemente aggiornati sulle nostre iniziative. Un incoraggiamento ci viene anche dagli innumerevoli esempi di chi è riuscito a trar beneficio dal “forzato” isolamento della scorsa stagione e dai tanti progetti realizzati in quel periodo da piccole e grandi associazioni e da enti culturali ove persone volonterose non si sono arrese e hanno continuato a lavorare mettendo in moto la creatività.
I preparativi per le festività natalizie aumenteranno il nostro bisogno di rimanere uniti ed in buona armonia. Noi dobbiamo sentirci fortunati, nonostante si prospettino nuove limitazioni nella libertà di movimento. Per molte persone, costrette da uerre e instabilità politico-economiche ad abbandonare il proprio paese, la casa e gli affetti, la libertà è ancora un sogno lontano. Possiamo ospitarle nella compassione del nostro cuore e aiutarle con i mezzi che abbiamo, anche parlando di loro.
Giuliana
Premio Nobel
senza confini
Da dedicare alle persone che «durante l'anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell'umanità». Così è scritto nel testamento dell’imprenditore filantropo Alfred Nobel nato a Stoccolma nel 1833. La cerimonia della consegna del Premio Nobel 2021, come per l’anno scorso, sarà trasmessa in streaming e il diploma e la medaglia saranno consegnati a casa del vincitore.
Per il Premio Nobel della Letteratura è stato scelto Abdulrazak Gurnah, uno scrittore africano «[…] per la sua penetrazione intransigente e compassionevole degli effetti del colonialismo e dei destini del rifugiato nel divario tra culture e continenti».
ABDULRAZAK GURNAH
è nato nel 1948 nell'Isola di Zanzibar (all'epoca parte del Sultanato di Zanzibar). Negli anni sessanta, durante la rivoluzione di Zanzibar, è stato accolto nel Regno Unito come rifugiato. Scrittore e romanziere, autore di saggi e racconti, dedito ad una continua esplorazione ed analisi dei temi, spesso ispirati dalle esperienze personali, legati agli effetti del colonialismo e alle condizioni dei rifugiati in tutto il mondo. È professore emerito di letteratura inglese e postcoloniale.
Accendo la TV
e improvvisamente appare una foto
di Rita Salimbeni
Il mio cuore si stringe, i miei occhi deboli si bagnano di lacrime di mamma. La foto fa vedere al mondo intero dei volti di bambini con le manine appoggiate ad un rotolo di filo spinato.
La prima sensazione è stata di orrore…
Un getto fortissimo di acqua fredda, violenta addosso a delle persone, a donne, a bambini in pieno inverno.
Dio com’è possibile tutto questo? In Europa!
Perché questa violenza verso delle povere famiglie in cerca di libertà, famiglie in cerca di serenità e sicurezza, in cerca di un futuro migliore. Bagnare povere creature intirizzite dal freddo e deboli per la fame, che dormono all’agghiaccio da giorni solo per cercare pace, rifugio e sicurezza. Non voglio fare politica, no, voglio solo riflettere su quei soldati che ubbidivano a degli ordini così crudeli. Come si può riuscire ad eseguire un tale gesto!
Quei soldati saranno anche loro figli o padri di una famiglia.
LA CHITARRA - MAESTRI
Il fiorentino di Beverly Hills
di Federico Cirulli
MARIO CASTELNUOVO TEDESCO / 2
Capriccio diabolico Op.85a
Già negli anni ’30 Castelnuovo Tedesco era conosciuto e apprezzato anche all’estero e le sue composizioni eseguite da importanti musicisti.
Prima dell’esilio negli Stati Uniti in seguito alle Leggi razziali, il musicista aveva già scritto e sperimentato anche musiche per chitarra sola, ne scrisse oltre 200, tra queste il Capriccio diabolico Op.85 commissionatogli dallo stesso Segovia per omaggiare Niccolò Paganini il virtuoso del violino che amava anche la chitarra.
Castelnuovo Tedesco è senz’altro legata alla figura di Andrés Segovia, al quale erano desinate tutte le sue composizione.
È noto come Segovia, non appena riceveva le prime stesure delle opere a lui dedicate, cercava di apportare delle correzioni su di esse che gli permettevano di esaltare le proprie peculiarità da chitarrista e concertista. Nel caso del Capriccio diabolico, però, gli interventi di Segovia minavano, talvolta, la struttura del brano e fu questo l’aspetto che più indispettì Castelnuovo Tedesco.
Due maestri a confronto
Il Capriccio diabolico op. 85 di Mario Castelnuovo Tedesco scritto solamente in cinque giorni nel 1935 durante il suo soggiorno a Castiglioncello ha da sempre attirato l’attenzione dei chitarristi più di ogni altra opera della letteratura chitarristica del Novecento.
A quell’epoca, Tedesco non conosceva affondo la tecnica chitarristica e, di conseguenza, tra lui e il maestro spagnolo si venne a creare un vero e proprio modus operandi. Segovia interveniva in maniera consistente sul testo, apportando delle modifiche che hanno dato una maggiore libertà espressiva nell’esecuzione.
Ma, Castelnuovo Tedesco alla pubblicazione del Capriccio nel 1939 con le correzioni segoviane non si ritrovò mai e glielo fece presente in uno scambio epistolare avvenuto tra i due. Secondo il compositore alcune “correzioni” minavano alla forma e alla struttura del brano, come per esempio, quella di eliminare le 24 battute della Coda; altre riguardavano principalmente raddoppi, note tolte o aggiunte agli accordi, eliminazioni di acciaccature e altre tre varianti rilevanti.
Castelnuovo Tedesco difendeva fortemente la coerenza formale ed armonica del Capriccio mentre il maestro spagnolo cercava di far risaltare il suono e l’eleganza del proprio fraseggio. La versione finale che fu inviata alla casa editrice Ricordi includeva ovviamente le modifiche inserite da Segovia e fu pubblicata nel 1939.
Nel 2002, furono ritrovati dei cimeli appartenenti ad Andrés Segovia tra i quali il Manoscritto autografo di Castelnuovo Tedesco del Capriccio diabolico con evidenziate le correzioni apportate.
Nel 2006, grazie al lavoro di Angelo Gilardino e Luigi Biscaldi, è stata pubblicata una nuova edizione del Capriccio diabolico op. 85 e della Tarantella, con l’intento di «… riportare in luce due classici del repertorio storico del Novecento italiano, offrendo agli interpreti la possibilità di fondare le loro esecuzioni sui testi originali».
Tuttavia, ascoltando le esecuzioni di questo brano da parte dei più grandi concertisti contemporanei, mi sono reso conto di quanto le scelte musicali adottate da parte di Andrés Segovia, abbiano influenzato l’ambiente chitarristico nell’approccio al Capriccio diabolico.
11 dicembre 2021, alle ore 17
LE PORTE DEL CIELO
Un faro sul Santuario di Nettuno
Nella suggestiva cornice del Forte “Sangallo”, bene architettonico di alto valore culturale, una delle dimore storiche della Regione Lazio con il Patrocinio del Comune di Nettuno sarà presentato il libro LE PORTE DEL CIELO di Giovanni Alberti (ed. Palumbi).
Il volume è dedicato ai 300 anni della fondazione della Congregazione dei Passionisti e al 50°di sacerdozio dell’Autore.
É un contributo alla conoscenza del nostro territorio, finalizzato a valorizzarne la sua storia.
Un faro sul Santuario che ha rappresentato per Nettuno una calamita di attrazione, attività, interessi per l’intero periodo della sua storia pluricentenaria, specialmente da quando, nel 1550, venne posta la statua della Madonna delle Grazie venuta dall’Inghilterra in circostanze che i contemporanei ritennero miracolose. Effettivamente la presenza della statua ha dato un profilo particolare alla religiosità di Nettuno, diventando un polo di riferimento per i pellegrini provenienti da ogni parte del mondo e per la visita di molte personalità: Papi, Vescovi del Concilio Vaticano II; Prelati giunti al Santuario dopo la canonizzazione nel 1950 di Santa Maria Goretti, dando prestigio alla Città conosciuta ormai in tutto il mondo.
Nell’opera sono tracciati profili sintetici delle personalità della chiesa, della cultura, della società mettendo in risalto i documenti dei pellegrini, alcuni celebri, che hanno fatto visita al Santuario in questi cinquecento anni.
L’autore P. Giovanni Alberti, sarà intervistato dalla prof.ssa Antonella Mosca, dirigente scolastica in alcuni Istituti di Scuola secondaria di Nettuno ed Anzio. Prima giornalista in zona con L’Ansa e poi con il Messaggero.
Ivana d’Amore