Poi un’altra volta a sport mi sono fatto fare “tunnell” che è una cosa umiliante, tutti i genitori rimasero sorpresi. Che figuraccia!!
Un’altra volta ancora ero al parco con i miei amici, c’erano anche i miei fratelli, poi feci una discesa e caddi e tutti gli amici e fratelli si misero a ridere. Per finire a scuola c’era matematica mentre io portai inglese e la maestra Nicoletta si arrabbiò. Le figuracce sono infinite.
Emanuele
Una volta stavo a mare, mia mamma era al bar ma a un certo punto incontrai una ragazza che sembrava mia madre e perciò l’ho chiamata mamma, per fortuna non si è girata, che figuraccia!
Un’altra volta c’era un vicino che abitava vicino a me però il vicino aveva la mia stessa casa perciò mi sono confuso e ho suonato al vicino ma non era in casa per fortuna.
Un’ altra volta quando stavo in colonia mi si è strappato il costume. Che imbarazzo!! Poi un’altra volta quando ero a calcio ho sbagliato davanti la porta e tutti hanno riso. Per finire a scuola ho fatto un ballo senza senso e hanno riso tanto. Quante ne ho combinate!!!
Sharon
Vi voglio raccontare di due mie figuracce. Una volta ho perso la mamma quando volevo un pacco di caramelle e mi sono sbagliata con un’altra signora e le ho detto “mamma, mamma me lo compri”? mi giro e mamma non c’era più. Era venuto a cena a casa mia un amico di papà, con la famiglia sua e sono cascata dalla sedia e ho fatto cadere tutta l’acqua sul tavolino.
Cristiano
Di figuracce ne ho fatte tante. Una volta ero in piazza c’era un signore era uguale a mio padre, vado da lui, ci salgo in braccio, ma mio padre mi guardava da dietro. Un’altra volta era capodanno, ho lanciato un petardo sul giardino del vicino. Un’altra volta ancora ero alla festa di un mio amico, stavamo giocando alla caccia al esoro, sono caduto su un sasso grande e mi si sono aperti un po’ i pantaloni. Poi un’altra volta, ero a calcio, ero davanti la porta e sono scivolato. Per finire ero andato a scuola con i pantaloni al contrario.
Greta A.
Di figuracce ne ho fatte di tanti tipi alcune sono: quando ho scambiato mio padre è stato al mare e ho abbracciato uno sconosciuto. Un’altra volta stavamo giocando ad “obbligo o verità” e mi hanno obbligato a mettermi i tacchi e andare fuori casa e quando mi hanno visto hanno riso tutti. Un’altra volta stavo al mare e avevo un buco nel costume dietro al sedere. Poi un’altra volta sono caduta mentre correvo in gara. Per finire, a scuola, sono caduta con la mela in mano.
Greta M.
Di figuracce ne ho fatte leggermente un po’ tante. Una volta quando stavo al supermercato, avevo il carrellino in mano e stavo al reparto dei vini, mia madre mi ha detto “vieni che abbiamo sbagliato reparto”. Ad un certo punto ho girato il carrello e ho sbattuto su dei vini. Ho fatto strike! Un’altra volta, quando ero più piccola la nostra vicina di casa mi portò una crostata. Un giorno mi chiese: “com’era il dolce?” io le risposi: “non tanto buono!”. Mi ricordo che da quel giorno non mi ha portato più dolci. Poi un’altra volta stavo facendo tennis l’avversario mi ha lanciato la palla e mi si è bucata la racchetta, tutti stavano ridendo di me. Un’altra volta ancora stavo con mia zia al mare. Ero pronta per tuffarmi, splash! Quando però mi sono tuffata mi si è abbassato il pezzo di sotto del costume. Che figura!! Per finire stavo a scuola, nell’ora di motoria, dovevamo fare una gara di corsa e funzionava così: chi toccava il muro vinceva. Quando ho toccato il muro sono caduta a faccia avanti. Credo che ero arrivata ultima.
Nicole
Non ho fatto molte figuracce. Una volta, avevo perso mio padre quando avevo tre anni, pensando che fosse mio papà sono corsa sulla gamba di un signore ma quando ho alzato la testa sono andata via e mi sono guardata intorno cercando mio padre. Mi ero spaventata moltissimo. Un’altra volta (ero caduta) ero ad una festa di compleanno e mentre camminavo ho messo per sbaglio la gamba destra dietro la gamba sinistra e avanzando sono caduta. Così ci sono caduta molte volte anche da ferma, ma non lo faccio apposta. Un’altra volta (mi ero addormentata) facevo la scuola dell’infanzia e mi ero addormentata ma dovevo svegliarmi così ci ha pensato la maestra, ma una volta sveglia sono bastati cinque minuti a farmi riaddormentare però stavolta la maestra non mi vide. Quel giorno mi ero vergognata molto.
Lorenzo C.
Non finirò mai di scrivere per quante figuracce faccio. Una volta, eravamo all’acquario con zia e l’ho scambiata per una signora vestita molto simile con la stessa giacca rossa. Un’altra volta, ero a cena al “Brasiliano” con amici di zia e mentre è passato un cameriere dietro a me, ho detto: “che schifo questo posto”. Poi un’altra volta a calcio finita la partita, tutti vennero a battermi il cinque, verso la metà dei bambini mi caddero i pantaloni. Un’altra volta ancora avevo i calzini di “Super Mario” e giocavo a calcio con mio cugino, ho fatto un bel tiro e mi è volata la scarpa addosso a mio fratello. Per finire una volta a scuola eravamo due, tre e parlavamo di videogiochi mi venne il singhiozzo e feci un rumore che per chi mi era vicino, l’ha percepito come un barrito di un elefante.
Samuel
Una volta ho fatto una figuraccia in palestra perché ho fatto un tuffo e sono cascato in piscina di schiena e tutti si sono messi a ridere. Un’altra volta sono cascato dalla bici davanti ad un amico di mio padre e si è messo a ridere.
L’USCITA A VILLA ADELE
Ho visto una cosa che mi è piaciuta tanto.
Alessandra
Mi è molto piaciuta questa gita, perché abbiamo visto gli scavi, erano un po’ deformati ma il modo in cui erano messi i mattoni era un po’ strano, ma l’unica cosa brutta era che non c’erano gli archeologi e quindi la maestra Tiziana era praticamente diventata un’archeologa e ci chiamava a gruppetti formati da massimo sei bambini… dovevamo stare attenti sennò potevamo cadere.
Oggi mi sono divertita: la maestra Tiziana ci ha spiegato quando l’hanno costruito, circa 400 anni