Il progetto di Maria Teresa Barone per i senzatetto
Un gomitolo d’amore
Si conclude oggi, sabato 20 novembre con la consegna delle coperte ai senza tetto di Roma, il progetto “Un gomitolo d’amore di Maria Grazia”
“Questo progetto nasce durante il Covid, mi dice Maria Teresa Barone. Decido di farmi regalare 500 gomitoli di lana e pubblico un annuncio su face book dove chi voleva poteva donare un gomitolo in vari punti di raccolta distribuiti su Anzio e Nettuno. Ricevuti i 500 gomitoli li distribuisco al centro anziani di Nettuno, alla casa di cura “La Francescana”, chiedendo l’aiuto delle donne anziane affinchè potevano andare a realizzare dei pezzi unici.
Nel corso dell’estate appena trascorsa, con l’aiuto di Simona Crivellone e la sua Danza Fuoricentro, e con l’aiuto di Claudia Gatti, ho potuto realizzare due eventi con la mia associazione Oltremente: uno su Nettuno in collaborazione con l’ assessore Maddalena Noce e uno su Anzio con l’assessore Laura Nolfi. Volevo ringraziarle entrambi per aver reso speciale il secondo evento dove è stata messa all’asta la coperta realizzata dai tanti pezzi ricavati uniti tra di loro.
Grazie ai cittadini presenti che hanno contribuito all’asta abbiamo potuto realizzare una bella cifra di cui una parte è andata alla casa famiglia La Coccinella di Anzio e con il restante ho potuto comprare quelle coperte che ho potuto distribuire ai senza tetto che popolano le vie di Roma grazie all’aiuto e al sostegno di - Claudia Gatti”.
Cosa ti ha colpito di queste persone? Qualcuno di loro ti è rimasto particolarmente impresso?
“Cosa mi ha colpito… Sicuramente la loro dignità. I loro sorrisi e la loro discrezione. E’ stata una esperienza forte a livello umano. Potrei dirti che mi ha colpito tanto una coppia di ragazzi giovani, quanto un signore con una età imprecisata. Ogni persona a cui ho consegnato una coperta mi ha lasciato qualcosa.
Ho compreso che a queste persone basta un sorriso per farle sentire come noi, ho capito che basta anche un semplice saluto, per non farli sentire “invisibili”. Non ti nascondo che una certa tristezza la provavo quando consegnavo loro le coperte, soprattutto quando mi raccontavano della loro vita in strada. Concedimi un ringraziamento speciale a Claudia che, come detto anche sopra, ha vissuto con me questa esperienza. Averla avuto accanto è stato importante e mi ha dato veramente molta forza.
Poi un ringraziamento alla mia amica speciale Simona Crivellone che quando la chiamo c’è sempre. E’ stata una giornata speciale, una giornata che mi ha dato molto. A livello emotivo mi ha arricchito enormemente e sono stata felice di aver avuto questa idea. Ne sono stata sempre convinta, ma dopo oggi lo sono ancora di più.
Prima di giudicare una persona dovremmo cercare di ascoltarla e non partire subito con dei giudizi avventati perché nessuno di noi conosce la storia di chi si ha di fronte”.
Grazie Maria Teresa. Grazie per questa idea stupenda che hai avuto durante il Covid, grazie per aver coinvolto in questo tuo progetto tante persone dando loro la possibilità di tenere la mente occupata, grazie a Simona e a Claudia per averti accompagnato oggi in questa avventura ma soprattutto grazie per la tua lezione di vita che ci è arrivata attraverso le tue parole.
Barbara Balestrieri
Nel 2021 fino ad oggi sono oltre 100 le donne che sono state uccise
Contro la violenza sulle donne
Sono proprio le vittime di femminicidio, a raccontare una realtà che nel nostro Paese non conosce tregue. Qualcuna viene aggredita in casa, qualcuna sul luogo di lavoro, qualcuna davanti ai figli. Nel 2021 ad oggi sono state uccise 103 donne, vittime di partner o ex partner.
Tante storie diverse, tanti finali drammatici legati da un filo rosso: la parola “femminicidio”. L’accademia della Crusca lo definisce come “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale”, allo scopo di “perpetuarne la subordinazione della donna e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”. Prendendo in considerazione i soli omicidi di donne compiuti da partner o ex partner, i numeri si mantengono pressoché costanti negli anni: nel 2018 sono stati 75, nel 2019 sono stati 68, nel 2020 sono stati 67.
I tanti casi hanno questo in comune: è sufficiente una richiesta di separazione, un sospetto sulla fedeltà della propria compagna o una lite perché il soggetto predominante, in questi casi quello maschile, si senta legittimato ad agire. Entrano allora in gioco elementi come la brama di possesso, l’impossibilità di accettare un rifiuto o di controllare gli istinti violenti, tipici di quella “ideologia di matrice patriarcale” che è al centro della definizione di “femminicidio”: l’uccisione della vittima ne è una conseguenza. È per questo che l’educazione rimane l’arma principale e necessaria per affrontare il fenomeno in modo strutturale: devono cambiare i presupposti culturali che legittimano la violenza e che la fanno vedere a molti come “normale” o “meritata”.
Nell’ultimo anno e mezzo la situazione è peggiorata anche a causa della pandemia. Per molte donne, i lockdown hanno significato una convivenza forzata prolungata e quindi un pericolo.
Per molte donne, un aiuto fondamentale arriva dai centri antiviolenza, ma dobbiamo fare di più, la rete è fondamentale per non leggere più il nome di una donna uccisa.
Anna Silvia Angelini
Babbi Natale in moto
Il 19 dicembre prossimo il Moto Club dei Neroniani, insieme a tanti altri club, sarà protagonista di un evento veramente spettacolare: i “Babbi Natale in moto”. Come ci ha detto il loro Presidente, il Sig. Agostino Cassoni, la manifestazione è sponsorizzata dall’Assessore di Anzio Valentina Salsedo e prenderà il via dalle ore 9:30, nel Piazzale antistante lo stabilimento balneare Rivazzurra. Si uniranno a loro tanti altri club: il “Gold Wing – Club Italia” sezione Roma, il Motociclismo SS Lazio, Il “Moto Club Patitori”, “Wima Italy”, “Motorrandagi”, YellowFire”, “I Brutti in piega” di Lido dei Pini, “Africa Twin” Group & Friends. Si tratterà di un rombante gruppone in cui dominerà il rosso, colore natalizio per eccellenza, ossia si potranno ammirare tantissimi Babbi Natale in sella alle loro moto che dal luogo del raduno arriveranno al porto di Anzio, quindi a Piazza Garibaldi dove li aspettano i bambini che riceveranno i dolciumi. Poi proseguirà per Anzio Colonia, Lavinio Mare e Lido dei Pini. Torneranno indietro per fare sosta al Grand Hotel Dei Cesari, per un pranzo conviviale. Il Moto Club dei Neroniani non è nuovo ad un tale tipo di evento.
Reduce da una tappa del Campionato nazionale il 16 giugno, il 21 novembre ha partecipato al Campionato regionale Mototurismo, classificandosi secondo. Promuove molte iniziative benefiche come quella del 19 dicembre prossimo e si dà tanto da fare per divulgare il turismo nella nostra regione, riscoprendo le località più caratteristiche ed eccellenti riguardo al patrimonio storico-culturale. Il Moto Club I Neroniani è aperto a chiunque abbia la passione per le due ruote e voglia trascorre ore liete in amicizia e goliardia.
Rita Cerasani