I piccoli felini che scompaiono e vengono usati come cibo per gli umani
Gatto nel piatto
La sparizione dei gatti è un problema a carattere nazionale. Tra le casistiche che possono contribuire all’esistenza di questo fenomeno non si può non considerare anche l’utilizzo della carne di gatto come cibo, sia da parte di italiani e sia da parte di stranieri. Anche se questa è una eventualità piuttosto remota, che può incidere in bassissima percentuale sul totale delle sparizioni, è giusto svolgere un approfondimento anche su questa eventualità. La carne consumata all’interno di una nazione è una scelta indotta da più fattori. La cucina di un popolo si esprime nella cultura di quel popolo, ed è influenzata dall’habitat come disponibilità di cibo, e quindi anche dal clima, dalla storia, dalla religione che spesso trae le sue indicazioni anche da norme igieniche e, diventando consuetudine, diventa tradizione. La tradizione culinaria eschimese si basa principalmente sulle proteine e sui grassi animali e non prevede l’insalata ed i pomodori che consumiamo noi, come la nostra tradizione culinaria mediterranea non prevede la carne di foca. Nonostante un’ alimentazione che a noi può sembrare squilibrata gli eschimesi sono un popolo in ottima salute perché la loro dieta si applica ad un clima rigido ed al loro stile di vita. Vi sono popoli dove è vietato mangiare carne di suino ed in India la mucca è considerata sacra. Si può dire che ogni cultura ha le proprie pietanze. Con la globalizzazione e con l’interscambio commerciale, quindi con la comunicazione ed il raffronto tra le culture, molti angoli si sono smussati, e da tempo si trovano alimenti inusuali anche all’interno di una nazione che esprime una tradizione diversa. Come esempio basta pensare ai frutti esotici che si trovano nei supermercati, o importati o coltivati in Italia quando il clima lo permette. Ciò ovviamente vale per alimenti che non sono fuorilegge e che sono richiesti, anche talvolta, da un consumatore di elite. Dato per assodato (almeno personalmente) che ogni animale è un essere senziente, che avrebbe diritto alla vita ed al rispetto, ci si potrebbe interrogare se sia giusto mangiare un coniglio o altra carne, ma si entra in un discorso che esula dall’approfondimento in questione. In ogni caso la scelta del tipo di cibo rientra nelle tradizioni e vi sono paesi al mondo dove si mangiano animali che per noi occidentali è impensabile utilizzare, come gatti, cani, cavallette, formiche, ed altri. In Vietnam il consumo del gatto come cibo viene stimato in un milione di esemplari all’anno con una richiesta in continua crescita, tanto da essere stato recentemente autorizzato per Legge alla pari del consumo della carne di cane già precedentemente autorizzata. Dato che la richiesta della carne di gatto in quel paese supera la produzione negli allevamenti gli animali vengono illegalmente reperiti per strada indipendente dal fatto che siano randagi o padronali. Anche in Vietnam il gatto è un animale domestico e ci si trova quindi davanti al contrasto tra chi ama l’animale come animale di affezione e lo considera membro della famigli a e chi ne richiede la carne. In Cina mangiare carne di cane come carne di gatto rientra nella tradizione, anche se, fortunatamente, le nuove generazioni considerano sempre di più i gatti ed i cani come animali di affezione e membri della famiglia. Si tratta in questo caso quasi di una occidentalizzazione. Attualmente si stima che “meno del 20 per cento della popolazione cinese mangia carne di cane” per un totale stimato di oltre 10 milioni di cani e di 4 milioni di gatti uccisi annualmente in Cina come cibo (fonte Animalequality dicembre 2020). È una tradizione che sta quindi lentamente cambiando, ma vi è ancora molto da fare. Vi sono attivisti animalisti in Cina che salvano gli animali destinati alla macellazione sensibilizzano la popolazione al riguardo. Basta pensare al Yulin Dog Meat Festival che si svolge annualmente nella regione del Guangxi. Il Festival ha inizio il giorno del solstizio estivo e si protrae per dieci giorni durante i quali vengono brutalmente uccisi moltissimi cani e gatti per essere poi cucinati e mangiati. (Fonte: Humane Society International Europe, News del 21 giugno 2021). In effetti ciò che rende incivile quanto avviene nel Festival di Yulin non è solo il tipo di carne scelta che appartiene ad una scelta differente dai nostri gusti e sensibilità ma la modalità con cui avviene tutto questo. Brutalità che si esprime anche da noi purtroppo in alcune Sagre paesane con altro tipo di carne, dove si esprime la peggiore cultura contadina mentre di per se stessa la cultura contadina ha un grande valore. Oltre alla Cina anche la Corea del Sud utilizza come cibo la carne di gatto e di cane. In Messico è normale mangiare la carne di cane, come lo è in alcuni Paesi africani, come la Nigeria. Fortunatamente nel Mondo sta aumentando la sensibilità. A Taiwan nel 2017 è stata vietata la vendita di carne di gatto e di cane. Anche Hong Kong, le Filippine, la Thailandia e Singapore hanno recentemente vietato l’uccisione di gatti e di cani come cibo. Ed in Perù non è più possibile uccidere i gatti nella tradizionale Festa annuale che si svolge a 140 Km a sud di Lima nella cittadina di La Quebrada, dove al termine della tradizionale gara i felini perdenti finivano in pentola. In Europa ed in Italia? La legislazione dell’Unione Europea vieta il consumo di carne di gatto come anche della carne del cane. Tale divieto deriva non solo da motivo culturale ma è anche associato agli standard sanitari, in quanto non sono previste ispezioni sanitarie contro parassiti ed infezioni pericolose per l’uomo su questo tipo di carni. Anche in Italia quindi, anche se l’utilizzo di questo animale non è “espressamente” vietato, il suo utilizzo di fatto lo è, ed il commercio della carne di gatto dà luogo a pesanti multe e all’arresto. In Italia non vi è una tradizione culinaria relativa alla carne di gatto. Per curiosità il detto “vicentini magnagati” ha forse, come tutti i proverbi, un fondo di verità, ma è una cosa superata. L’origine del detto è incerta. Una ipotesi lo collega alla pestilenza che colpì la città di Vicenza nel 1698. Per contrastare la malattia ed i topi che la diffondevano vennero portati in città moltissimi gatti e qualcuno di loro, dato il periodo di carestia, oltre a debellare i topi, potrebbe essere finito in pentola dando inizio ad una temporanea consuetudine locale. Altre ipotesi si basano solo su riferimenti fonetici che non hanno niente a che vedere con l’eventuale utilizzo della carne del gatto, animale che ai vicentini invece sta molto a cuore. Nonostante il commercio e il consumo della carne di gatto siano vietati in Italia non sono mancati anche da noi casi, fortunatamente rarissimi, sia di ristoranti che illegalmente ed all’insaputa dei clienti hanno utilizzato carne di gatto o carne di cane, sia relativi ad episodi individuali. Ma perché qualcuno dovrebbe mangiare carne di gatto? Qualcuno potrebbe mangiare gatti per necessità. Nel periodo della guerra capitava, anche se oggi non si può portare l’indigenza come scusa perché fortunatamente ci sono molte associazioni di volontariato che assicurano un pasto caldo a chi ne ha bisogno. Altri italiani invece per la ricerca di una cucina particolare, isolata e trasgressiva. Vi sono state anche ricette da parte di alcuni cuochi italiani che fanno riferimento ad un passato ormai antico che prevedevano l’utilizzo di carne di gatto. Altri ancora, in questo caso stranieri, per cultura culinaria propria. Nel 2018 in provincia di Teramo una persona senza fissa dimora, si cucinava abitualmente gatti per poi mangiarli. Un altro episodio ha riguardato un senzatetto di origini romene che ha mangiato un gatto dopo averlo cucinato, in un parcheggio in provincia di Agrigento nel giugno 2019. L’essere umano, in quanto onnivoro, mangia diverse varietà di carne in base alla propria cultura e tradizione lungo tutta la superficie del globo terrestre. Forse l’unico popolo che riesce ad avere un equilibrio e rispetto verso la natura anche per quanto riguarda la sopraffazione del mondo animale in termini di cibo sono gli Aborigeni. Sul nostro territorio di Anzio-Nettuno non si hanno notizie, né ufficialmente e né ufficiosamente, di realtà dedite all’approvvigionamento di gatti per il loro utilizzo come carne, sia esso saltuario e sia esso collegato ad una qualsiasi distribuzione per richiesta. Indipendentemente da tutto, la sparizione dei piccoli felini, come anche la sparizione di cani, è e rimane un fenomeno presente ma soprattutto sottovalutato e non adeguatamente censito, ed un problema irrisolto. La percezione di un problema contribuisce sicuramente ad una maggiore attenzione e ad una maggiore possibilità di azione su tutta la problematica. Al riguardo ricordo che UPA Coordinamento Uniti Per l’Ambiente, settore Difesa Animali, segue le sparizioni dei gatti sul territorio e chiede ai proprietari di gatti spariti la gentilezza, importante ai fini del censimento e della reale percezione del problema, di comunicare la sparizione, smarrimento e successivo ritrovamento del proprio animale all’indirizzo e-mail: upadifesaanimali@gmail.com Grazie per la collaborazione da parte dei nostri a-mici pelosi.
Angela Ambrosi
UPA Difesa Animali – Gr. Gatti
Doppio appuntamento al Teatro Studio 8 di Nettuno
Il Natale raddoppia
Continuiamo a sognare con i “Liberi Teatranti & Teatranti” a.p.s. con doppio appuntamento e ospiti d’eccezione come “Luciana Frazzetto” e i “2UE in concerto”. Quel sogno di un gruppo di appassionati teatranti che si realizzò nel 2018 presso il Teatro Studio 8, continua a rivivere con la 4^ edizione denominata quest’anno “il sogno 4 – la Rinascita”; un doppio evento - sabato 11 dicembre alle ore 21,00 e domenica 12 dicembre alle ore 18,00, che ormai è un punto di riferimento nel panorama degli spettacoli cittadini prenatalizi. Tante sono state le emozioni del numeroso pubblico intervenuto nelle precedenti edizioni per omaggiare il grande lavoro di squadra dei Liberi Teatranti & Teatranti” a.p.s., per essere riusciti in breve tempo a raggiungere inimmaginabili obiettivi, trasformando i desideri iniziali in una splendida realtà.
L’espressionismo artistico e organizzativo raggiunto dai membri dell’associazione, sotto l’attenta direzione di Giampiero Bonomo e di Francesco Ruggirello, ha ormai raggiunto livelli di assoluto valore qualitativo, non facendo mancare i riferimenti agli aspetti sociali che ispirano il loro operare nell’impresa di divulgare l’arte a chiunque ne senta il bisogno, frutto anche di una costante attività solidale svolta presso il Teatro. Ed ora “Liberi Teatranti & Teatranti” a.p.s. si apprestano a portare sul palcoscenico uno spettacolo assolutamente nuovo con costumi, scene, luci, sketch, battute e canzoni che, alla stregua delle scorse edizioni, riscuoterà grandissimo successo.
La scelta di effettuare un doppio spettacolo, per le numerose richieste pervenute, va proprio in questa direzione – offrire uno spettacolo per tutti, allegro e coinvolgente, con l’unico obiettivo di far divertire il pubblico e poter osservare con occhi diversi anche i problemi che oggi affliggono la società. Un omaggio ben costruito, curato e dettagliato come i varietà di un tempo, ricchi di comica teatralità, capaci di infondere suggestive atmosfere con sofisticata leggerezza, dove tutti gli artisti che fanno parte della associazione calcheranno il palcoscenico del Teatro Studio 8 per esprimersi con le loro raffinate esibizioni, quali portatori di sentimenti puri e partecipativi verso il pubblico presente in sala.
D’altronde, in tale ambito, la spinta emotiva dei “Liberi Teatranti & Teatranti” a.p.s., trova la propria più fulgida espressione di ricchezza quando opera per il “sociale”, un mondo dove la concretezza degli aiuti deve essere orientata e certa, come avvenuto appena qualche giorno fa a Cori (LT), dove l’associazione è stata impegnata in una commedia brillante, dalla quale sono stati donati 2.000 euro in beneficienza per la causa di Andrea Agostinelli, un ragazzo che l’intera comunità sta cercando di strappare dalla sofferenza con sostanziose elargizioni in denaro necessarie per le sue cure.
L’importante sostegno dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Nettuno – Maddalena Noce e del Sindaco di Cori, nell’occasione, hanno reso ancor più apprezzato l’impegno assunto dai Liberi Teatranti, con la loro generosa contribuzione artistica.
Prenotatevi subito al n. tel.3518599212 – 33987709998 (anche via Whatsapp)
Per essere sempre aggiornati sulle loro attività, potete visitare le pagine ufficiali di FB:
Teatro Studio 8: https://www.facebook.com/teatro.studio8
Teatranti & Teatranti a.p.s.: https://www.facebook.com/liberiteatranti
info@teatrostudio8.it
GreenPass e Prenotazione obbligatoria
Guardia medica
Si comunica ai cittadini residenti nel territorio della Asl Roma 6 che il numero da chiamare per attivare il servizio guardia medica nei giorni festivi, prefestivi notturni sarà 0658526811 il servizio è stato trasferito presso la Asl Roma 6 in via dei Castelli Romani 2/p Pomezia.