L’inizio della nuova gestione di raccolta rifiuti appare decisamente inadeguato
Se il buongiorno si vede dal mattino
Mi chiedo con insistenza che rasenta l’ingenuità quale sia il progetto di città che guida le decisioni di chi amministra Anzio, me lo chiedo perchè credo debba essercene uno. Me lo chiedo perchè paragono la città in cui da due decenni ho scelto di vivere a quelle cittadine molto meno blasonate e con meno patacche verdi o blu ma con tanto piu decoro e orgoglio di appartenenza. E, purtroppo, non posso che parlare ancora di rifiuti, che di per se non sarebbero un problema, anzi per molti sono una risorsa e per altri un guadagno, ma che nella mia città sono diventati un assillo. Vediamo di mettere ordine.
Sono anni ormai da quando la Volsca non si occupa piu dei rifiuti di Anzio, sono anni che siamo passati dalle grandi montagne di rifiuti poste in prossimità dei vecchi cassonetti alle centinaia di piccole discariche distribuite in modo equo ed uniforme sulle strade dei quartieri di Anzio. L’abbandono totale della manutenzione con marciapiedi trasformati in boscaglia, caditoie stradali intasate, odori disgustanti per il mancato lavaggio delle zone bonificate, raccolte rimescolando il differenziato ed attappando buchi con costose bonifiche periodiche.
Le ragioni del totale fallimento della gestione differenziata sono multiple: un capitolato sbagliato, una ditta poco affidabile, un management inadeguato, la totale mancanza di partecipazione dell’utenza e un inefficace controllo del territorio.
Quindi una gestione sconquassata, che a questa Giunta deriva da quella precedente, da ripensare totalmente e da rilanciare su basi nuove e con concetti innovativi e nuove energie. Questo era ed è il punto di partenza, il punto da cui ripartire e come sento dire in giro per “cambiare passo”. Se il buon giorno si vede dal mattino ci aspetta una giornata come quelle che abbiamo vissuto negli ultimi anni o pure peggio.
Ho voluto aspettare osservando per circa un mese per vedere il possente inizio della nuova gestione, quella con cui si caratterizzano tutte le nuove gestioni e cioè con iniziali fuochi d’artificio. Dopo circa un mese dall’inizio della gestione AET, pur in pieno periodo di stanca invernale in molte strade ancora stagnano rifiuti dell’estate ed i sacchi del verde che vi giacciono da luglio. Si segnala, ma mi rifiuto di crederlo, che vi siano camion che raccolgono rifiuti indifferenziandoli.
Non si vede segno di intervento, e mi riferisco a Lavinio perchè non ho avuto occasione di andare in altri quartieri, sulla manutenzione di marciapiedi e caditoie nonostante la imminente probabilità di grandi piogge. Ricordo le tante assemblee dell’assessore Placidi con la gente in occasione dell’avvento del nuovo contratto; non che io rimpianga l’era Placidi ma quel forte coinvolgimento iniziale, anche se fu solo di tipo informativo e non tendeva a coinvolgere nelle decisioni, era nella giusta direzione.
Chiunque voglia realmente ottenere risultati in questo tipo di servizio pubblico e pretende di farlo con l’arroganza dell’autosufficienza ed a colpi di guardie ambientali e telecamere non ha capito niente. Ma la domanda è complessiva ed ovviamente basata su impressioni e conoscenze iniziali, che sarei felicissimo di vedere smentite: ma se la situazione è incancrenita da anni di cattiva gestione, endemiche e consolidate cattive abitudini e pessimi risultati, davvero si può pensare che con lo stesso management, con un nuovo assessore che di rifiuti non appare essere un esperto e con una nuova ditta il cui unico segno di vita è uno striminzito volantino ed un banalissimo slogan, si possa salvare la città di Anzio dal fondo del bicchiere in cui è stata relegata? Gli incontri informativi programmati sul territorio sono piuttosto ridicoli: la gente sa come si differenzia ma molti non lo fanno. La gente non deve essere informata, deve essere corresponsabilizzata. Dove è il piano complesso di decisioni credibili e subito attuabili con cui si vuole curare una malattia grave? Dove sono le azioni per coinvolgere quel circa 50% di cittadini che della raccolta dei rifiuti se ne fregano come se ne fregano di pagare la TARI? La gente di Anzio deve essere informata e coinvolta e quella che non vuole collaborare deve essere educata a farlo e coloro che non vogliono farsi educare devono essere duramente sanciti: ma dove è il sentiero che porta a tutto questo? Dove il radicale rinnovo dei responsabili della gestione che non sono stati capaci di ottenere risultati appena accettabili? Dove è la guida politica che sa come gestire un servizio complesso come la raccolta differenziata tanto da saper fissare obiettivi, indicare percorsi e misurare risultati? Non è dato conoscere quale sia la struttura definitiva dei servizi se non attraverso il banalissimo foglietto informativo che dice ben poco. Quali sono i servizi relativi alle strade ed alle pavimentazioni pubbliche? Dove sono le isole ecologiche sulle vie di uscita da Anzio? Dove è il piano di compostaggio, che se attuato potrebbe portare ad un considerevole abbattimento dell’organico da smaltire? Dove sono le assemblee con i cittadini?
Se si vuole curare il virus con l’aspirina questo è l’inizio giusto: un inizio in cui, almeno finora, gli utenti sono stati anche lasciati a meditare con i vecchi mastelli per l’80% sconquassati.
Sergio Franchi
Tagliati decine di alberi in buona salute a Falasche
Etacombe verde
Esistono amministratori comunali che credono che il mandato politico ricevuto da una tornata elettorale dia loro il diritto di prendere qualsiasi decisione anche contro la logica ed il buon senso. Una mattina di novembre un gruppo di persone munite di seghe elettriche si è avventato su una lunga fila di alberi lungo la via Nettunense, all’altezza di Falasche e ne ha fatto strage senza che la gente ne comprendesse la ragione.
Decine di grandi alberi sono stati tagliati senza un’apparente ragione. Gli alberi erano sani, rigogliosi, “alti e schietti” come quelli di pascoliana memoria anche se non erano cipressi e facevano un bellissimo filare lungo la strada. Perchè sono stati tagliati ed i cittadini, che ne sono i proprietari, non hanno nemmeno avuto il diritto di dire la propria? Sembra di no.
Sembra che gli assessori possano colpire e disporre dei beni naturali e farne scempio senza condividerne le motivazioni con la gente. Quella gente alla quale molti di loro sono andati a chiedere il consenso elettorale ed alla quale dovranno tornare a chiederlo se vogliono restare in politica. Sui social le tigri ed i leoni della tastiera si sono scatenati a chiedere le ragioni di tale incomprensibile decisione.
Si è parlato del fatto che gli alberi potessero essere d’intralcio alle antenne del 5 G e varie ipotesi si sono alternate sui gruppi social. Sono stato personalmente invitato ad occuparmene ed avrei voluto parlarne all’Assessore all’ambiente, perchè il verde pubblico è un primario bene ambientale ma, dopo un attimo di riflessione, ho rinunciato. Ho subito contattato l’assessore Mazzi per saperne qualcosa di piu e il giovane assessore ha, come al solito, subito dato riscontro alla mia domanda.
“Gli alberi sulla Nettunense sono stati tagliati per permettere dei lavori sulle fognature ed il rifacimento del marciapiedi dalla rotonda della Granarolo fino alla chiesa di Falasche” ed in merito alle installazioni reletive al 5 G il solerte Assessore mi ha risposto “Ad oggi ancora non sono state effettuate nuove installazioni per i ripetitori. Vi sono stati solo degli adeguamenti tecnologici su alcune e per legge non abbiamo nessun modo per impedirlo”.
Quindi gli alberi non davano fastidio al 5G, non erano malati, non erano pericolanti ma dovevanpo essere abbattuti per permettere il rifacimento del marciapiedi. Sfido qualsiasi esperto in lavori stradali a dimostrarmi che, senza eccessivo costo aggiuntivo, non si poteva ripristinare un marciapiedi senza abbattere alberi che vi vivono da decenni.
Questi lavori si fanno normalmente anche in presenza di pini, e non è il nostro caso, che, come noto, per le loro radici fittonanti e fascicolate, sono considerati dei veri e propri distruttori di manti stradali.
Allora perchè distruggere decine di bellissimi alberi? La risposta non può che risiedere nella insensibilità di chi decide a nella sua rozzezza nel disporre e decidere della natura e del territorio dimenticando di non esserne i proprietari.
Sergio Franchi