Un bel record per il professor Carmine Franco con 270 interventi al Sant’Anna di Pomezia
Chirurgia vertebrale
Al Sant’Anna di Pomezia nel 2025 sono stati eseguiti 270 interventi di Chirurgia Vertebrale. Rispetto all’anno precedente sono stati eseguiti 30 interventi in più. Artefice di tutto ciò è il professor Carmine Franco, neurochirurgo stimato, apprezzato e conosciuto sul territorio dove opera ormai da diversi anni. Il neurochirurgo ha oltre 8000 interventi eseguiti, e collabora con il gruppo Giomi dal 2018 sia all’ICOT di Latina che al Sant’Anna di Pomezia, i suoi interventi hanno portato il Gruppo ad essere il primo nel Lazio per numeri di interventi di Chirurgia Vertebrale
- Professor Franco ogni anno i numeri aumentano...
“Se penso al giorno in cui ho iniziato la mia collaborazione con il Sant’Anna nel 2018, con un solo intervento a settimana, faccio fatica a credere di aver realizzato tutto questo in così pochi anni. Chiaramente un grazie alla proprietà, alla Direzione sanitaria, alla Direzione amministrativa, al personale di sala operatoria e di reparto che mi hanno sempre supportato e aiutato nella crescita durante questi anni”.
- Il Sant’ Anna con questi numeri si ritaglia un posto di rilevo nel Lazio nella Chirurgia Vertebrale.
“Posso affermare con orgoglio che il Sant’Anna con questi numeri secondo i dati della Regione Lazio risulta essere la quinta struttura nel Lazio per numeri di interventi di Chirurgia Spinale, superando alcuni grossi ospedali romani come il Policlinico Umberto I e il S. Andrea, così come grosse strutture convenzionate come il San Carlo di Nancy o l’INI di Grottaferrata. Un risultato incredibile per una struttura che solo fino a pochi anni fa non effettuava nessun intervento di Chirurgia Vertebrale”.
- Quali obiettivi per il 2026?
“La cosa più importante è aver dato la possibilità a tante persone che soffrono di queste patologie di poter essere operati sul territorio senza dover cercare fortuna altrove, in altri posti dove aspettano mesi per poter essere operati, però un obiettivo per il 2026 lo avrei, quello di arrivare a 300 interventti. Se non ci sono intoppi durante l’anno credo di poterci arrivare e addirittura superarlo. Ne parleremo a fine 2026, sperando di poter scrivere questa cifra sull’articolo”.
A.C.
Un vecchio problema mai risolto ad Aprilia
Randagismo
Una situazione complicata che va avanti da troppo tempo. L’Associazione “Animali ed Ambiente di Aprilia”, attiva da 37 anni nella tutela degli animali e dell’ambiente del territorio, denuncia l’ennesima gestione fallimentare del Comune di Aprilia sul tema randagismo.
“Negli ultimi anni sono stati spesi oltre 1,4 milioni di euro in convenzioni e gare per la custodia ed il pronto soccorso di cani e gatti randagi/vaganti, spiega Agostino Ruongo coordinatore del gruppo di animalisti, nonostante ciò le gare sono andate deserte e la recente procedura negoziata senza bando, con tariffe ridotte,non ha ricevuto alcuna risposta dagli operatori”.
Le conseguenze di questa gestione delle cose? “Animali vaganti senza cure e ricoveri; rischi per la salute pubblica e la sicurezza stradale e spreco di denaro pubblico senza risultati concreti”.
Le richieste de11’Associazione sono altrettanto chiare: trasparenza totale delle spese pubbliche e pubblicazione dei contratti; programmi di sterilizzazione e campagna di sensibilizzazione; coinvolgimento delle associazioni animaliste nei tavoli decisionali.
“Da 37 anni denunciamo sprechi e inefficienze, conclude Agostino Ruongo coordinatore del gruppo di animalisti, è tempo che il Comune di Aprilia garantisca una gestione seria e rispettosa degli animali e dei cittadini”.
Una tematica quella relativa al fenomeno del randagismo non è verto nuova ma si trascina da tanti anni senza una vera soluzione. Il territorio non ha un canile comunale e si affida ai privati. Questa soluzione non ha risolto i nodi e ancora oggi le associazioni animaliste della città invocano interventi urgenti.
P.N.