Chiuse 3 società partecipate
Stretta finale dell’Amministrazione Felici sulle partecipate con la chiusura definitiva di ben tre società, da oltre dieci anni in liquidazione. Operazioni decisive che hanno risanato situazioni che si trascinavano nel tempo senza soluzione.
In meno di un mese, infatti, sono state completate definitivamente ben tre operazioni:
- il 25 novembre è stata estinta l’associazione Polo Universitario, in liquidazione dal 2013, senza debiti né crediti;
- il 4 dicembre è stata chiusa la liquidazione del Consorzio per l’Università di Pomezia, avviata nel 2014, con un risparmio di circa 500mila euro sul fondo di liquidazione di 1.083.000 euro e il recupero di 79mila euro di credito fiscale;
- il 15 dicembre è stata chiusa la Socio Sanitaria Pomezia Srl, in liquidazione dal 2023, con la riduzione del collegio sindacale da tre membri a uno che ha generato un risparmio annuale di 22mila euro e un ritorno finale di circa 35mila euro alle casse comunali.
“Abbiamo affrontato e risolto un problema che per troppo tempo ha pesato sui conti della città – dichiara il Sindaco –. Dove c’era immobilismo, abbiamo portato efficienza e trasparenza, garantendo un risparmio concreto per i cittadini. Questo è il segno di un’Amministrazione che lavora con serietà, che non lascia problemi irrisolti e che restituisce fiducia nella gestione pubblica”.
Soddisfatto anche l’Assessore alle Finanze Massimo Abbondanza: “Il risultato ottenuto è frutto di un lavoro puntuale e rigoroso. Abbiamo accelerato le procedure, mediato con competenza e ridotto i costi, riportando nelle casse comunali centinaia di migliaia di euro. Continueremo su questa strada, perché il denaro pubblico va tutelato e investito per il bene della comunità”.
Ufficio Stampa
Comune di Pomezia
Giudizio tranchant del capogruppo del PD Enrico Mangano sull’operato della maggioranza Felici
“Gestione frammentata ed emergenziale”
Ad Enrico Mangano, giovane capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Pomezia da luglio del 2025, ho rivolto alcune domande. - Mangano perché ha accettato la nomina di capogruppo? Come si trova in questo incarico? Glielo chiedo perché mi dicono che nel gruppo consiliare del Pd vi sono spesso pareri divergenti ed è sempre complicato trovare una sintesi tra le varie posizioni.
“Ho accettato riconoscendo il grande lavoro della collega Napolitano perché credo nel lavoro collettivo e nel senso di responsabilità. Ci tengo a sottolineare che il ruolo di capogruppo non è un riconoscimento personale, ma un servizio al gruppo, al partito e alla comunità che rappresentiamo. Per questo è bello confrontarci viste le sensibilità diverse che coesistono nel PD ma è un dato fisiologico in un partito plurale. Il mio compito non è appiattire le differenze, ma valorizzarle e trovare una sintesi politica che tenga insieme identità, competenza e obiettivi comuni, è una sfida che considero positiva”.
- Lei è uno dei più giovani membri dell’assemblea nazionale del Pd. E’ una carica solo di prestigio?
“No, non la considero affatto solo una carica di prestigio. È uno spazio di confronto e di indirizzo politico importante, soprattutto in una fase in cui il Pd è chiamato a rinnovarsi profondamente. Per me è un’opportunità per portare le istanze dei territori, di una città come Pomezia, e in particolare delle nuove generazioni, dentro il dibattito nazionale, soprattutto ora che vanno scaldati i motori in vista delle prossime elezioni politiche. La politica ha bisogno di radicamento, non solo di visibilità. Per questo motivo il mio ruolo arriva dal grande impegno speso dalla nostra comunità alle scorse primarie che ci ha consentito di arrivare fino agli organismi nazionali”.
- Da quello che si vede in consiglio comunale tra voi del Pd e la maggioranza del centro destra vi è sempre un muro contro muro. Quali sono le cause principali di questi continui scontri?
“Il conflitto non nasce per spirito di contrapposizione, ma da una diversa idea di città e di amministrazione. Quando mancano trasparenza, ascolto e soprattutto programmazione, il ruolo dell’opposizione diventa inevitabilmente più netto. Noi siamo sempre stati disponibili al confronto sui contenuti, ma troppo spesso la maggioranza sceglie la chiusura oppure procede senza un reale coinvolgimento del Consiglio comunale e della cittadinanza. La sensazione è che la sindaca sia presente solo apparentemente: gira, incontra, organizza eventi, ma spesso si tratta di una presenza più comunicativa che sostanziale. Un approccio che può andare bene per un paese di mille abitanti, ma non per una città come Pomezia, che ha bisogno di sviluppo, di programmazione e di una classe politica all’altezza delle sfide economiche, sociali e infrastrutturali che ha davanti. Basti pensare che a metà mandato di questa amministrazione: esistono commissioni consiliari che in tutto questo tempo sono state convocate una o due volte. Questo significa svuotare di fatto il ruolo del Consiglio e rinunciare a quegli spazi di approfondimento e controllo che sono fondamentali in una democrazia locale. Ma soprattutto non possiamo tacere sui problemi concreti della città, che restano irrisolti. Penso alla paralisi del traffico, che incide quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini; alla questione della Sughereta, simbolo di una gestione priva di sensibilità per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale; allo stato di trascuratezza del cimitero: buio e abbandonato; alle enormi difficoltà dei pendolari nel raggiungere la stazione di Santa Palomba, lasciati senza risposte strutturali; al rilancio di Torvaianica per una vera fruizione del nostro litorale anche in ottica turistica, fino al tema del sostegno alle imprese e della mancanza di vere politiche di contrasto alla desertificazione industriale, in un territorio che dovrebbe invece essere un motore di sviluppo”.
- I suoi interventi in consiglio comunale sono spesso molto tecnici. Dal punto di vista amministrativo lei come giudica l’operato della maggioranza?
“Il giudizio è critico. Più che una visione strategica, emerge una gestione frammentata e spesso emergenziale. La tecnica non è un esercizio accademico: serve a smontare narrazioni e a verificare se gli atti amministrativi siano davvero nell’interesse pubblico, in linea con la nostra doverosa azione di controllo. Troppe volte ci siamo trovati a contestare sprechi di denaro pubblico e scelte assunte senza un reale coinvolgimento del Consiglio comunale. Su temi cruciali emergono ritardi, improvvisazione e una scarsa capacità di governo, come dimostra il continuo ricorso a variazioni urgenti di bilancio: un chiaro sintomo dell’incapacità di programmare e amministrare in modo strutturato”.
- Cosa risponde ai giovani della Labbarricata che lo hanno pubblicato criticato?
“Rispondo che le critiche, quando sono argomentate, sono sempre legittime e utili. Detto questo, rivendico il lavoro serio e coerente che portiamo avanti ogni giorno. Un lavoro che ha visto protagonisti in questi anni tante associazioni e tanti gruppi e che mi ha visto denunciare lo stanziamento di zero euro per le politiche giovanili e che ha visto me e il Partito Democratico promotori, a partire dal 2023, di mozioni ed emendamenti sia al DUP sia al Bilancio di previsione, finalizzati a rafforzare la copertura oraria della biblioteca e a reperire le risorse necessarie per dare a Pomezia un centro multifunzionale e intergenerazionale, capace di diventare un luogo sicuro e di crescita per il tessuto giovanile della città. È evidente che l’assenza di dialogo da parte della maggioranza abbia contribuito a creare quel muro contro muro di cui parlavamo prima e che abbia spinto, anche questa volta, la sindaca a proseguire dritta per la propria strada. Una strada che, ne sono convinto, con un reale e serio esercizio democratico avrebbe potuto essere migliore. Una cosa però va chiarita: cambiare le cose richiede certamente passione, ma anche ponderazione, competenza e assunzione di responsabilità”.
- Alle ultime amministrative lei è stato in assoluto il secondo più votato con oltre 700 voti, ora è capogruppo del Pd, il prossimo impegno sarà candidato a Sindaco del centro sinistra?
“Oggi il mio impegno è fare bene il lavoro che mi è stato affidato: rappresentare i cittadini, il PD e svolgere un’opposizione forte, credibile e utile alla città. Le candidature non sono percorsi individuali, ma scelte collettive che maturano nel tempo. Quando si aprirà la discussione sulla scelta del candidato, lo faremo con serietà, mettendo al centro Pomezia e un progetto di governo credibile, non le ambizioni personali. Credo convintamente che ci siano tante personalità competenti e politicamente forti che possono scendere in campo ed io sarò sempre a disposizione per lavorare con loro per la città. Oggi stiamo lavorando per costruire quella coalizione aperta ma consapevole che saprà essere rappresentativa della maggioranza degli elettori perché Pomezia merita un Sindaco migliore”.
A.S.