Quarant’anni fa moriva il presidente dell’ONC che ha edificato Pomezia
Araldo Di Crollalanza
Quarant’anni fa, il 18 gennaio del 1986, moriva a Roma Araldo Di Crollalanza. Il suo nome è legato profondamente a Pomezia. Non tutti sanno che Pomezia è stata costruita da Araldo Di Crollalanza, allora presidente dell’Opera Nazionale Combattenti, che aveva avuto l’incarico di edificarla e provvedere anche alla realizzazione dei poderi e alla loro assegnazione a famiglie di coloni beneficiarie. Il suo impegno iniziò il 1 ottobre del 1937 quando l’O.N.C. bandì il concorso per il progetto di Pomezia.
Un bando che scadeva il 30 dicembre del 1937. Nei primi mesi del 1938 la commissione presieduta da Araldo Di Crollalanza scelse il progetto presentato dal gruppo degli architetti Petrucci e Tufaroli e dagli ingegneri Paolini e Silenzi, gli stessi che avevano vinto ad Aprila. Nel contempo si stabilì la cerimonia di posa della prima pietra il 25 aprile del 1938 e quella di inagurazione della città il 29 ottobre del 1939.
Appena 17 mesi, dalla fondazione all’inagurazione, eppure Crollalanza in quel lasso di tempo, riuscì a costruire: la casa comunale; la casa del fascio, la chiesa, la piazza con la fontana, le poste, la scuola, il cinema e gli edifici che dovevamo ospitare i negozi e le abitazioni private, vi portò la corrente elettrica, l’acquedotto, le fogne e le strade; realizzò centinaia di case coloniche nei poderi da assegnare. Un lavoro indubbiamente straordinario, se pensiamo che tutto quello che fu realizzato in pochi mesi è l’attuale centro storico della città.
Ma chi era Araldo Di Crollalanza?
Araldo Di Crollalanza nacque a Bari, il 19 maggio 1892. Fin da giovane si dedica all’attività giornalistica e manifesta in quel periodo idee socialiste. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale e viene congedato con il grado di tenente. Come tanti giovani della sua generazione, aderisce al fascismo e le sue capacità organizzative vengono utilizzate soprattutto come tecnico in importanti incarichi di governo, ottenendo grandi risultati.
Crollalanza è infatti pubblicamente riconosciuto come uno dei più importanti realizzatori di opere pubbliche, prima come sottosegretario ai lavori pubblici dal 1928 al 1930, poi ministro dei lavori pubblici dal 1930 al 1935, poi come presidente dell’Opera Nazionale Combattenti dal 1935 al 1943.
Si deve a lui la trasformazione di Bari, con la nascita della Fiera del Levante ed altre importanti opere che cambiano il volto della città. Realizza la direttissima ferroviaria Firenze-Bologna; istituisce l’Istituto di previdenza dei giornalisti; lavora alla bonifica dell’agro pontino e alla realizzazione delle città di fondazione; dà il via al rilancio dell’agricoltura a partire dal Tavoliere; istituisce l’ANAS, sistemando e realizzando strade, acquedotti, ponti e molte altre opere che ancora esistono. È straordinario quello che fece da Ministro dei lavori Pubblici dopo il terremoto del 1930 in Irpinia e nel Vulture.
C’erano stati 4mila morti e decine di migliaia senzatetto. Crollalanza si accampò nelle zone terremotate, vivendo in un vagone ferroviario, e vi restò fino al compimento dell’opera, compiendo in pochi mesi un lavoro, sottolineato anche dalla stampa estera, incredibile.
Crollalanza rifiutò soluzioni d’emergenza o tendopoli e in poco tempo ricostruì diecimila case definitive, in muratura. Alla fine, delle somme stanziate, restituì allo Stato quelle che era riuscito a risparmiare nella ricostruzione. Per il grande impegno umanitario svolto nella ricostruzione post terremoto ebbe l’encomio delle Nazioni Unite. Nel 1943 segui Mussolini nella Repubblica Sociale dove svolse come sempre un ruolo tecnico.
Alla fine della guerra fu arrestato il 13 giugno del1946, per i suoi incarichi rilevanti durante il regime, fu poi rilasciato dopo pochi giorni, il 1 luglio dello stesso anno e prosciolto definitivamente nel 1950, perché ogni accusa nei suoi confronti decadde. Lo stesso ministro dell’interno, il socialista Giuseppe Romita testimoniò in suo favore e la commissione d’epurazione non trovò nessun addebito.
Scrisse Indro Montanelli
“Crollalanza, che aveva costruito città, non possedeva una casa di proprietà, né un palmo di terra, né un conto in banca”.
Nei primi anni del dopoguerra ripartì da zero, per mantenere la famiglia riprese il suo vecchio mestiere di cronista. Ma Bari non lo aveva dimenticato e nel 1953 lo elesse senatore, come indipendente nella lista del Movimento Sociale Italiano. I cittadini di Bari lo rielessero poi per sette legislature, sempre con il MSI, fino alla morte avvenuta a Roma il 18 gennaio del 1986.
Dal 1956 al 1976 Crollalanza è stato anche consigliere comunale di Bari. Anche nella sua seconda vita di senatore della Repubblica Crollalanza fu un esempio di rettitudine morale e di rispetto per l’avversario.
Nel 1982, per i suoi 90 anni, il Presidente del Senato Amintore Fanfani gli conferì la medaglia d’oro del Senato, per avere servito il popolo italiano sempre con onestà e competenza.
Dopo la sua morte, ad Araldo Di Crollalanza, sono state intitolate numerose opere pubbliche: il lungomare di Bari, una piazza a Latina, una via nel Comune di Aprilia ed una nel Comune di Altamura, la piazza della stazione nel comune di Monopoli.
Due sculture raffiguranti il busto del politico sono situate a Bari: una all’aperto in piazza Eroi del mare, mentre l’altra si trova nella pinacoteca provinciale di Bari. Pomezia gli ha dedicato una piazza nella borgata di Santa Procula.
A.S.
La Takis è un’importante realtà biotecnologica
Visita alla Takis
Un dialogo concreto tra istituzioni, mondo della ricerca e formazione dei giovani: è questo il senso della visita istituzionale che il Sindaco di Pomezia, Veronica Felici, ha effettuato presso Takis, importante realtà biotecnologica del territorio, accompagnata dall’Assessore alle Attività Produttive Irene Mura.
Takis rappresenta un’eccellenza nel panorama scientifico italiano, con oltre dieci anni di esperienza nella scoperta di farmaci e nella validazione di nuovi target terapeutici per malattie virali croniche e tumori. L’azienda è riconosciuta a livello internazionale per lo sviluppo di tecnologie innovative nel trasferimento genico, nella regolazione dell’espressione genica e nella progettazione di vaccini e anticorpi terapeutici, attività strategiche orientate alle sperimentazioni cliniche di fase I e II.
Durante la visita è emerso con forza il valore delle collaborazioni che Takis porta avanti con gli istituti scolastici, offrendo ai giovani l’opportunità di avvicinarsi concretamente alla ricerca scientifica e ai percorsi professionali del futuro. Un esempio virtuoso di integrazione tra scuola e mondo del lavoro, capace di investire nel capitale umano e di contribuire alla crescita del sistema produttivo e scientifico nazionale.
In qualità di CRO (Contract Research Organization), Takis fornisce inoltre servizi di ricerca avanzata nei settori dell’oncologia, dell’immunologia, delle malattie infettive e nello sviluppo di nuovi modelli preclinici, confermando il proprio ruolo strategico nell’ecosistema dell’innovazione.
Il Sindaco Felici ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’azienda, ringraziando il direttore operativo Emanuele Marra per l’accoglienza, la disponibilità e il confronto costruttivo.
“Una visita che – ha sottolineato – conferma l’importanza di sostenere realtà capaci di innovare e collaborare attivamente con il mondo della formazione”.
Parole di gratitudine anche da parte di Emanuele Marra, che ha evidenziato il valore del dialogo con le istituzioni locali: “Aprire i nostri laboratori e raccontare cosa significa fare ricerca biotecnologica sul territorio è stato un piacere. Costruire un ponte tra scienza, impresa e giovani è fondamentale”.
Da pometino di adozione, Marra ha inoltre ribadito il forte legame con la città di Pomezia, sottolineando come un ecosistema dell’innovazione solido possa generare valore scientifico, sociale e occupazionale.
Un ringraziamento finale è stato rivolto anche all’Assessore Irene Mura per la presenza e il confronto, con l’impegno condiviso di continuare a lavorare insieme per un territorio che investe in conoscenza, competenze e futuro.
P.V.