Selezione per la “Capitale italiana della cultura”
No a Pomezia-Ardea
La giuria per la selezione della città “Capitale italiana della cultura” 2028 in questi giorni ha pubblicato i dieci progetti finalisti e purtroppo il progetto presentato da Pomezia insieme ad Ardea è stato scartato.
Ricordiamo che a luglio dello scorso anno anche Pomezia ed Ardea, messesi insieme, unitamente ad altre 24 città italiane, avevano manifestato il proprio interesse per concorrere al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Successivamente Pomezia, capofila del progetto con Ardea, ha poi formalizzato la loro candidatura presentando, entro il 25 settembre scorso, il loro progetto culturale che in sintesi partiva dal mito di Enea, mettendo poi in risalto le peculiarità storiche, artistiche, ambientali ed anche le capacità organizzative dei loro territori nel gestire l’evento.
Mi è stato riferito che quest’anno il livello dei progetti è stato alto e che purtroppo la giuria ne doveva scegliere in questa seconda fase solo dieci. Comunque il fatto che le due città ci hanno provato e che comunque in una prima fase il loro progetto è stato inserito tra i 25 partecipanti, è già da considerarsi un buon inizio per riprovarci coinvolgendo semmai anche Albano, anche essa legata al mito di Enea.
Per la cronaca ecco i progetti finalisti: 1. Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce; 2. Ancona – Ancona. Questo adesso; 3. Catania – Catania continua; 4. Colle di Val d’Elsa (SI) – Colle28. Per tutti, dappertutto; 5. Forlì – I sentieri della bellezza; 6. Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro; 7. Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia; 8. Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli; 9. Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro; 10. Tarquinia (VT) – La cultura è volo.
Per loro ora incomincia un percorso non semplice, infatti le dieci finaliste saranno convocate a Roma per le audizioni pubbliche, che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026. Ogni candidata avrà così la possibilità di illustrare nel dettaglio il proprio progetto e rispondere alle domande dei giurati. Per ciascun dossier le audizioni avranno una durata massima 60 minuti, di cui 30 per la presentazione del progetto e 30 per una sessione di domande da parte dalla Giuria.
La pubblicità delle stesse, prevista dal bando, sarà garantita tramite trasmissione in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della cultura.
Alla fine la giuria ne sceglierà una sola che, dopo l’Aquila nel 2026, Pordenone nel 2027, sarà “Capitale della Cultura” 2028 ricevendo un finanziamento di un milione di euro, destinato a sostenere le iniziative del progetto vincitore.
A.S.
Crisi aziendali
Il sindaco di Pomezia Veronica Felici ha confermato di seguire in prima persona le vicende delle aziende che interessano il territorio e che stanno attraversando momenti di crisi per diverse ragioni.
“Il mio impegno è orientato alla tutela dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie, nonché alla difesa del tessuto produttivo locale”, ha dichiarato.
Di recente Felici ha partecipato a un tavolo di confronto con l’Assessore regionale al Lavoro Giuseppe Schiboni, ringraziando per la disponibilità e l’attenzione dimostrate. All’incontro hanno preso parte i vertici aziendali della Esseti Farmaceutici, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori.
Durante l’incontro sono state avviate interlocuzioni importanti, finalizzate all’individuazione di soluzioni concrete per la tutela dei dipendenti e la salvaguardia delle prospettive occupazionali. La presidente ha sottolineato l’importanza di trovare risposte rapide e efficaci per evitare ripercussioni sull’occupazione e sul tessuto economico locale.
La sindaca ha inoltre precisato di seguire con particolare attenzione, insieme alle istituzioni regionali, la situazione di UniCoop Etruria, attualmente all’attenzione del Governo.
“Continuerò a fare tutto quanto è nelle mie possibilità per tutelare i lavoratori coinvolti e per favorire la permanenza e gli investimenti delle aziende sul nostro territorio, nella convinzione che lavoro e sviluppo rappresentino priorità assolute”, ha aggiunto Felici.
V.P.
Il noto stilista negli anni ’60 è stato un assiduo frequentatore del nostro litorale
Valentino a Torvaianica
Il 19 gennaio 2026 è deceduto a Roma Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto semplicemente come Valentino. Questo grande stilista italiano, creatore dell’omonimo marchio, come tanti altri personaggi famosi ha frequentato in gioventù il nostro litorale.
Eccolo lo vediamo in un vecchio articolo di giornale nel 1959, all’età di 27 anni, nello stabilimento Calypso di Tor San Lorenzo. Nel ’59 Ardea e Pomezia erano un unico comune e da lì la scritta Torvaianica (Roma).
Mi ha raccontato Luigi Celori che Valentino è stato un assiduo frequentatore del nostro litorale. Infatti dalla metà degli anni sessanta, in estate, per molti anni, Valentino soggiornava a Torvaianica in una villetta nel villaggio Tognazzi, dove un giovanissimo Luigi gli portava i generi alimentari che Valentino ordinava al negozio dei Celori.
Anche il noto gioielliere di Torvaianica Ettore Costa mi ha raccontato che Valentino, fino agli anni ’70, era stato un suo cliente.
“Arrivava - mi ha detto Costa - con una spettacolare Opel Manta coupè a due posti metallizzata. Era molto socievole ed educato, comprava sempre orologi subacquei, ne era un autentico appassionato. Qualche volta mi faceva fare anche qualche riparazione. In verità in quegli anni d’oro per Torvaianica Valentino era uno dei tanti personaggi famosi che in estate frequentavano il nostro litorale, e molti di loro, tra cui Valentino, erano miei clienti”.
A.S.
Allagamenti su via Laurentina
A distanza di circa dieci giorni dalla riapertura del tratto di via Laurentina precedentemente chiuso per allagamenti, sono bastati due giorni di pioggia per ritrovarci nuovamente con la strada interdetta al traffico.
Una situazione che, come Comitato, riteniamo inaccettabile e assurda. Nonostante la richiesta formale della Presidente del Municipio Titty Di Salvo, del Direttore tecnico Mario Sica e dell’Assessore municipale ai lavori pubblici Ludovica Tranquilli di procedere alla riapertura della strada, valutata praticabile anche a senso unico alternato, la Città Metropolitana, ha scelto ancora una volta di non assumersi la responsabilità, mantenendo la chiusura totale del tratto stradale.
È esattamente la stessa posizione assunta in occasione del precedente evento.
La responsabile della Città Metropolitana Manuela Chioccia ci ha confermato che il digerente della Città Metropolitana non si assume la responsabilità di riaprire la strada. Di fronte a questo scenario, ci chiediamo:
se un dirigente non ritiene di potersi assumere responsabilità in situazioni di emergenza come questa, non dovrebbe forse demandare la decisione a un livello superiore, anziché lasciare un intero quadrante ostaggio dell’immobilismo?
Con quale coscienza si può isolare un territorio intero, ignorando che chi percorre quella strada non lo fa per passeggiare, ma per lavorare, studiare, raggiungere servizi essenziali, ambulanze comprese?
Come Comitato troviamo gravissimo ritrovarci, dopo appena dieci giorni, nelle stesse identiche condizioni.
Era evidente a tutti che gli interventi effettuati non fossero risolutivi e che sarebbe bastata una nuova pioggia per riportare alla luce le stesse criticità.
Non risulta siano stati effettuati monitoraggi adeguati, né delle condizioni meteo né dello stato reale della carreggiata.
Questo, per noi, rappresenta una grave mancanza di prevenzione e controllo. Chiediamo formalmente che vengano accertate tutte le responsabilità, senza sconti per nessuno:
– se dovessero emergere negligenze da parte dei frontisti, queste dovranno essere perseguite;
– lo stesso vale per enti e amministrazioni competenti, ciascuno per la propria parte.
I cittadini si considerano parte offesa. Come Comitato diffidiamo gli enti preposti a risolvere il problema immediatamente per permettere la riapertura della strada.
In caso contrario, ci vedremo costretti ad attivare ulteriori iniziative e provvedimenti, a tutela del territorio e di chi lo vive ogni giorno.
Il Comitato delle
Cinque Colline Laurentina