Le associazioni contestano incongruenze sui nuovi pozzi e presunte irregolarità
Esposto contro Gualtieri
Salute Ambiente Albano, Pavona per la Tutela della Salute, Associazione Latium Vetus APS e Comitato di Quartiere Santa Palomba annunciano di aver depositato in Procura a Roma, il 27 gennaio, una querela relativa al PAUR del 16 gennaio – indicato come “via libera definitivo” – per l’impianto di incenerimento Acea.
Nel testo, i promotori riferiscono di aver presentato l’atto nei confronti del sindaco Roberto Gualtieri, di esponenti della Regione Lazio – indicati in Wanda D’Ercole e Luca Marta – e di Acea, richiamando anche l’amministratore Palermo, oltre ad “altri”.
L’esposto, spiegano le associazioni, segnala presunte irregolarità e indica diverse ipotesi di reato, tra cui falso, omissione, traffico d’influenze e disastro ambientale, “etc.”, come riportato nel post diffuso dai promotori.
Il nodo dei “nuovi pozzi” e dell’acqua per il raffreddamento
Al centro della contestazione c’è un passaggio che – secondo i firmatari – comparirebbe nella prima pagina del PAUR: l’impianto, sostengono, verrebbe presentato come non raffreddato con acqua prelevata da nuovi pozzi.
Le stesse associazioni affermano tuttavia che, all’interno del PAUR e in quattro documenti allegati, il tema dei pozzi ricomparirebbe in modo opposto.
Secondo quanto dichiarato, gli atti riporterebbero per sei volte che i nuovi pozzi “ci saranno”, con tanto di cartografia allegata.
È questa presunta contraddizione – dicono – ad aver motivato il ricorso alla magistratura.
Per spiegare la portata della critica, i promotori utilizzano un paragone: come se in un atto notarile fosse scritto in evidenza “nessuna ipoteca”, mentre nelle pagine successive comparisse più volte l’indicazione contraria.
La “rettifica” del 27 gennaio e la contestazione dei promotori
Le associazioni aggiungono che, dodici giorni dopo il PAUR del 16 gennaio, il 27 gennaio, sarebbe stata pubblicata una rettifica relativa all’allegato n. 1 del provvedimento.
Ma anche questa rettifica – sostengono – non risolverebbe la questione: secondo i firmatari, i riferimenti alla realizzazione dei nuovi pozzi non sarebbero contenuti soltanto nel PAUR e nel suo allegato n. 1, bensì in tutti gli altri allegati.
Gli stessi promotori dichiarano di aver conservato la documentazione e che ora sarebbe “a disposizione” anche dei magistrati.
“Bilancio idrico zero” e preoccupazioni sul contesto ambientale
Nel post, i promotori indicano come obiettivo comunicativo del progetto la rappresentazione di un “bilancio idrico zero” del cosiddetto “polo dei rifiuti”.
Le associazioni contestano questa impostazione e la collegano alle condizioni di carenza idrica dell’area, richiamando anche lo stato dei laghi di Albano e Nemi, indicati come in sofferenza.
Viene inoltre richiamato un tema economico: secondo i promotori, l’impianto genererebbe un indotto quantificato in 7,5 miliardi di euro, elemento che – sostengono – alimenterebbe le pressioni delle “lobby” che appoggerebbero il progetto.
I promotori: “iniziative legali e informazione pubblica”
Le quattro sigle annunciano nuove iniziative e dichiarano l’intenzione di portare la vicenda in sede giudiziaria, con l’obiettivo di chiarire “come stanno davvero le cose” sul bilancio idrico.
Nel post, i promotori aggiungono che renderanno noti ulteriori elementi “a breve”.
Mittenti (come da comunicazione diffusa)
Salute Ambiente Albano
Pavona per la tutela della salute
Associazione Latium Vetus APS
Comitato di Quartiere Santa Palomba
Prossime assemblee pubbliche
Ariccia – sabato 7 febbraio, ore 17:00, Sala Consiliare
Nemi – sabato 28 febbraio, ore 17:00, Sala Consiliare
Ardea – sabato 14 marzo, ore 17:00, Sala Consiliare
Associazione Salute Ambiente
Albano Cancelliera
La Felici contraria all’approvazione del termovalorizzatore
“No all’impianto”
In una giornata segnata da tensioni tra le sedi istituzionali e i timori dei territori, Veronica Felici, sindaca di Pomezia, ha espresso una ferma posizione contro l’inceneritore di Santa Palomba. Durante la discussione del bilancio, ha commentato la recente approvazione della Conferenza dei Servizi, che ha dato il via libera all’impianto, definendolo “eco-mostro” e chiedendo chiarezza e partecipazione nei processi decisionali.
Felici ha sottolineato la necessità di ascoltare i cittadini e di mettere al centro la salute pubblica: “l’importanza della salute dei cittadini” non può essere sacrificata su decisioni prese “sulle spalle dei nostri comuni”.
Rivolgendosi all’amministrazione centrale, la sindaca ha accusato una gestione dall’alto e ha chiesto trasparenza, condivisione e rispetto per le comunità interessate. Il discorso è stato accompagnato da una presa di posizione netta: nonostante le interlocuzioni con altre amministrazioni e le osservazioni negative espresse in passato, la strada intrapresa continua a scaricare i problemi sui territori locali. Felici ha promesso di proseguire la battaglia “in ogni sede possibile, con ogni strumento consentito” per difendere il proprio territorio, insieme agli altri comuni.
Nel contesto della polemica resta l’esigenza di bilanciare sviluppo e tutela ambientale: la sindaca ha invocato che le decisioni future tengano conto dei rischi per la salute e della qualità della vita delle comunità, ribadendo che “NO a questo impianto. NO a decisioni prese sulle spalle dei nostri comuni. SÌ alla tutela della salute dei cittadini”.
P.V.
Manutenzione alla torre comunale
Qualche settimana fa l’amministrazione ha comunicato che la torre comunale di piazza Indipendenza aveva subito dei danni esterni dovuti all’inclemenza del tempo che ha portato al distacco di una lastra di marmo situata sulla merlatura della torre. E’ stata subito messa in sicurezza la parte alta della torre e successivamente si procederà ai lavori di comune accordo con la Soprintendenza, essendo la torre un bene storico tutelato.
Appena appresa la notizia qualcuno ha maliziosamente commentato: “Per forza che si è rovinata! La torre che vediamo ora non è quella che fu costruita dal Duce quando fu realizzata la città”.
Certo è solo una battuta, forse di un nostalgico, ma vi è comunque un fondamento di verità. Infatti la torre comunale che al suo interno aveva anche una cisterna dell’acqua, realizzata nel periodo della costruzione della città (25 aprile del 1938 al 29 ottobre 1939) fu poi minata e distrutta dai tedeschi nel 1944, durante lo sbarco degli alleati ad Anzio, avvenuto a partire dal 22 gennaio del 1944. Unitamente i tedeschi distrussero anche la torre del borgo di Pratica di Mare e quella di Torvaianica. Nel primo dopoguerra le macerie della torre rimasero in piazza per alcuni anni e solo nei primi anni cinquanta si ricostruì la torre, questa volta senza la cisterna interna.
E’ stata poi successivamente ristrutturata al suo interno. Attualmente si accede da una porticina, proprio sotto la torre, in una piccolissima saletta, adibita a mostre, dove inizia anche la scala che porta sia sulla terrazza grande, adiacente allo studio del sindaco, e poi salendo più su, sul piccolo terrazzino situato sulla sua sommità della torre, dove vi è la campana civica. Nel primo dopoguerra la ricostruzione della torre simboleggiò per gli sparuti abitanti di Pomezia un ritorno alla normalità e senza dubbio anche tutt’ora è il monumento più identitario della città.
A.S.